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Giovedì, 11 Agosto 2022
Attualità Cavriglia

Quel legame speciale nel segno di Bujanov. Numero di aiuto per i cittadini ucraini residenti a Cavriglia

Iniziativa del Comune di Cavriglia per dare sostegno alle famiglie ucraine residenti. Un segno di fratellanza verso una popolazione amica del paese del Valdarno aretino fin da quando il partigiano ucraino si sacrificò per salvare la gente di Cavriglia

C'è un legame speciale tra il comune di Cavriglia e la popolazione ucraina. Un filo che parte con la morte del giovane partigiano Nikolaj Bujanov nel rastrellamento tedesco a Castelnuovo dei Sabbioni l'8 luglio del 1944. In suo onore venne aperto nel 1978 lo storico zoo di Cavriglia che ospitò prima della sua chiusura definitiva gli animali che furono donati dallo zoo di Tallin dell'ex Unione Sovietica. 

E' forse anche per questo motivo che c'è una popolazione di oltre 15 persone di origine ucraina che risiedono a Cavriglia e l'amministrazione ha pensato propio a loro con l'iniziativa di oggi, a poche ore dallo scoppio dellla tremenda guerra della Russia contro la loro terra d'origine.

Il Comune di Cavriglia, da sempre e per vocazione terra di pace e di fratellanza fra i popoli, si mobilita per offrire assistenza ai residenti di nazionalità ucraina presenti nel territorio comunale. A tal proposito, verrà attivata una linea telefonica dedicata e finalizzata a dare informazioni a tutti coloro che abbiano familiari, parenti, amici in territorio ucraino, sotto attacco da parte della Russia. L'invasione Russa, avvenuta nella notte fra il 23 e il 24 febbraio, ai danni del popolo ucraino, provocherà, difatti ed inevitabilmente, una nuova ed ingente emergenza umanitaria. La linea telefonica dedicata trova origine nella volontà della nostra amministrazione di venire incontro alle comprensibili preoccupazioni di chi sa di avere persone care in balia di un attacco deprecabile ed incomprensibile, in modo da poter fornire informazioni utili in relazione alla situazione contingente.

Il numero messo a disposizione è il seguente: 389 1526432.

“La pace e la solidarietà fra i popoli sono punti cardine dell'attività portata avanti da questa amministrazione e da quelle che si sono susseguite alla guida di Cavriglia nel corso degli anni. Un attacco come quello in atto da parte della Russia ai danni del popolo ucraino deve essere stigmatizzato e fermato al più presto” – queste le parole del sindaco Leonardo Degl'Innocenti o Sanni - “Al balcone del palazzo comunale sventola la bandiera della pace dai tempi della guerra in Iraq e mai è stata rimossa e solo pochi giorni fa, a Castelnuovo dei Sabbioni, abbiamo posizionato una panchina dipinta con i colori arcobaleno. Con la messa a disposizione di una linea telefonica dedicata è nostra intenzione ribadire il no ad ogni forma di violazione dei diritti umani, oltre che fornire assistenza agli ucraini residenti nel nostro territorio”.

La storia di Nikolaj Bujanov

Non aveva ancora 20 anni quando morì in provincia di Arezzo per mano dei nazisti tedeschi. Nikolaj Bujanov era infatti nato in Ucraina nel 1925, poi si arruolò nell'Armata Rossa. I nazisti lo resero prigioniero quando l'Unione Sovietica invasa il territorio ucraino. Fu deportato in Italia, ma riuscì a fuggire e fu ospitato da una famiglia di San Giovanni Valdarno e successivamente si unì ai partigiani del Valdarno aretino. Membro della 5ª Compagnia "Chiatti" della 22ª Brigata Garibaldi "Vittorio Sinigaglia", morì durante un rastrellamento tedesco a Castelnuovo dei Sabbioni dove ignorò l'ordine di ritirarsi e venne ucciso mentre proteggeva i compagni e permetteva loro di mettere in salvo donne e bambini di Castelnuovo.

Nel 1985 gli è stata conferita con Decreto del Presidente della Repubblica la Medaglia d'oro al valor militare alla memoria. 

Medaglia d'oro al valor militare (alla memoria)

«Giovane cittadino ucraino, si sottraeva in S. Giovanni Valdarno al servizio con i tedeschi per unirsi a una formazione partigiana. Memore delle atrocità compiute dai nazisti nella terra natia, si offriva volontario in numerose azioni di sabotaggio che portava felicemente a termine con capacità e sprezzo del pericolo. L’8 luglio 1944 a protezione della evacuazione dei superstiti della dura rappresaglia del 4 luglio 1944 in Castelnuovo dei Sabbioni, nonostante i richiami superiori, impegnava il nemico da postazione assunta d’iniziativa più avanzata di quella assegnatagli, arrestando il rastrellamento e la popolazione civile. Solo, sulla postazione difesa sino all’estremo, esaurite le munizioni, crivellato di colpi, cadeva da prode[4]»
— Secciano di Cavriglia, 8 luglio 1944

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