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Casucci (Lega): "Inchiesta pubblica Podere Rota, non si svilisca il confronto"

Il consigliere regionale: "Invito chi di dovere a garantire un confronto sano e sincero tra le parti, in modo che la conclusione dell’inchiesta possa rappresentare un punto di incontro vero tra le varie posizioni"

"L’inchiesta pubblica sulla questione della discarica valdarnese di Podere Rota, così come definita sia dalla normativa regionale che da quella nazionale è un’occasione fondamentale di confronto tra il proponente di un progetto, che ha un impatto significativo, dal punto di vista ambientale ma anche socio economico, su di un territorio, e coloro, anche organizzati in associazioni o comitati, che avanzano eventuali dubbi e critiche sulla stessa proposta". Attacca così Marco Casucci, consigliere regionale della Lega.

"L’obiettivo - prosegue il consigliere - è garantire la massima partecipazione, la massima trasparenza delle varie posizioni, ma soprattutto lo scopo è quello di evidenziare tutte le potenzialità e tutte le criticità che caratterizzano il progetto per giungere ad una sintesi conclusiva, possibilmente condivisa. Spesso, come in questo caso i percorsi partecipativi, come l’inchiesta pubblica, vengono considerati o una perdita di tempo oppure come una prassi noiosa per dare voce a dei comitati che qualcuno pensa, erroneamente, siano solo un ostacolo. Non è, invece, così: i comitati sono dei presidi del territorio, spesso molto ben organizzati e con esperti al loro seno. Il loro ascolto serve in primo luogo al proponente, che può capire se il progetto presenta effettive problematiche e può preventivamente decidere modifiche o addirittura il suo ritiro, ma anche, dall’altra parte, alle Istituzioni, per capire l’impatto che potrebbe avere il progetto su di un territorio e su un'intera comunità. Non è quindi possibile accettare, seppur in un momento così difficile dove è impossibile il confronto dal vivo che si continui a limitare, così come si è verificato finora, ogni lecita voce critica. Il continuare in questo modo l’inchiesta pubblica significa pertanto svilire lo strumento partecipativo stesso, che invece di prevenire eventuali ricorsi amministrativi, accentua la divisione, spingendo le parti non al confronto ma ad un deleterio scontro. Per questi motivi invito chi di dovere a garantire un confronto sano e sincero tra le parti, in modo che la conclusione dell’inchiesta possa rappresentare un punto di incontro vero tra le varie posizioni sul progetto in esame. Il continuare con le modalità fin qui adottate, significa esclusivamente perdere del tempo e rendere ininfluente uno strumento fondamentale, pensato proprio per prevenire i conflitti e non per accentuarli".

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