Sabato, 18 Settembre 2021
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L'Asp Fossombroni incontra i consiglieri e risponde a Romizi, Testi: "Ecco i dati corretti e gli infermieri in servizio"

Con la stessa trasparenza adottata nei difficili momenti in cui è stata colpita dal Covid, l'Asp Fossombroni ha presentato i dati dei contagi, i servizi, la presenza di infermieri visto che alcuni numeri dell'interrogazione di Romizi non sono apparsi corretti

Debora Testi e Stefano Rossi, rispettivamente presidente e direttore dell'Asp Fossombroni. Foto archivio Arezzo Notizie

Le spiegazioni sui contagi, i decessi degli ospiti, i contatti stretti con i familiari, la trasparenza durante tutto il periodo della pandemia. Si è svolta oggi la riunione tra la casa di riposo Fossombroni e i consiglieri comunali alla presenza della vicesindaca Lucia Tanti che ha la delega al sociale. E' scaturita da una richiesta di spiegazioni da parte del consigliere comunale di Arezzo 2020 Francesco Romizi che in un'interrogazione aveva parlato di 18 decessi tra gli ospiti e di mancanza di infermieri.

E' stata l'occasione questa per fare chiarezza sulla storica struttura pubblica dedicata ai servizi alla persona verso la quale gli aretini hanno tanto affetto e tanta riconoscenza. Alla riunione, per la casa di riposo, presente la presidente Debora Testi con il resto del cda e il direttore Stefano Rossi. L’appuntamento, a cui era presente anche lo stesso consigliere Romizi, è stato aperto ai capigruppo dell’intero consiglio comunale per rispondere alle diverse domande e per illustrare la reale situazione.

«Il nostro istituto - ha spiegato la presidente Debora Testi, - ha operato nella massima trasparenza anche nelle difficili settimane del focolaio Covid tra gennaio e febbraio, informando tempestivamente l’amministrazione, la cittadinanza e gli stessi familiari».

I dati del contagio alla Casa Pia

L’audizione è stata aperta con una sintesi volta proprio a ripercorrere numeri e fatti del focolaio Covid che ha colpito l’istituto, con il contagio partito a pochi giorni dalla prima dose del vaccino e da un ciclo di tamponi di controllo a operatori e ospiti risultati tutti negativi. L’infezione ha riguardato un totale di ventidue operatori e cinquantadue ospiti, mentre i residenti deceduti a causa della pandemia sono stati sette (non diciotto come riportato dall’interrogazione) che sono stati commemorati e ricordati con una Santa Messa, con una targa in memoria di Dino Montagni e con una mostra fotografica.

«Mi preme sottolineare - ha continuato Testi, - che abbiamo mantenuto tutti i protocolli Covid previsti, che abbiamo agito con la massima attenzione e che la stessa Asl non ha mai ravvisato mancanze. Ci tengo a ribadire come i nostri dipendenti abbiano affrontato questo periodo con abnegazione e senso del dovere: nessuno si è sottratto ai turni, né ha mandato certificati per restare nella sicurezza delle proprie abitazioni».

Il livello dei servizi

L’interrogazione denunciava successivamente un peggioramento dei servizi erogati che sarebbe stato comunicato da non precisati familiari. Relativamente a questo passaggio, il Consiglio di Amministrazione ha ricordato come siano stati tenuti ben due incontri con i parenti a cui sono state fornite in maniera chiara ed esauriente tutte le risposte richieste e che sono terminati con una generale soddisfazione per i provvedimenti presi e le azioni intraprese.

«Ci sfuggono i criteri per i quali i servizi erogati siano peggiorati e ci sfuggono quali parenti si siano rivolti a Romizi anziché alla direzione - ha ribadito Testi. - La struttura sta mettendo in atto ogni azione per restare nei parametri regionali e nazionali previsti per l’assistenza alla persona, pur nella consapevolezza che sarebbe un errore paragonare i servizi erogati con quelli precedenti al periodo pandemico».

La presenza degli infermieri

L’ultimo passaggio dell’interrogazione riportava la riduzione da undici a tre infermieri, il dimezzamento degli operatori socio-sanitari e la sospensione del servizio infermieristico notturno. L’audizione ha rappresentato un’occasione per ricordare come il numero attuale sia di cinque infermieri e come il problema della mancanza degli infermieri sia di portata nazionale a causa della pandemia e della crescente richiesta di questi professionisti da parte della Asl. Il periodo dell’emergenza sanitaria ha comportato per la Casa di Riposo “Fossombroni” un turn-over del personale infermieristico pari al 90%, ma è stata sempre garantita la presenza nella fascia oraria dalle 7.00 alle 21.00; l’attuale tipologia di utenza non prevede normativamente l’assistenza infermieristica notturna che viene comunque garantita tramite una reperibilità dalle 21.00 alle 7.00. Un ulteriore dato errato fa infine riferimento alla dimezzata presenza di operatori socio-sanitari: nel marzo 2020 erano trentotto mentre nel luglio 2021 sono trentasette in virtù di otto nuove assunzioni, con monte orario garantito di 140 ore di assistenza di base giornaliera che è superiore alle 137,5 richieste.

«Abbiamo stanziato - ha concluso Testi, - un fondo straordinario con risorse della struttura per parametrare gli stipendi degli infermieri della cooperativa e per arginare il problema di ulteriori trasferimenti. È di recente emanazione, invece, un’ordinanza della Regione Toscana che prevede che la Asl “presti” alle Rsa il personale infermieristico mancante, segno che il problema è di ampia portata. La realtà dei fatti, dunque, si discosta da quanto riportato nell’interrogazione: ricordiamo che le nostre porte sono aperte per fornire tutti i chiarimenti necessari sull’attività di un istituto che, da sempre, mette al primo posto il benessere dei suoi ospiti».

Le conclusioni della vicesindaca

Le conclusioni sono state affidate al vicesindaco Lucia Tanti che ha ribadito l’efficienza della struttura e il valore di un’attività che guarda al futuro.

«Alla luce delle risposte della presidente e anche della voce di alcuni familiari - ha aggiunto il vicesindaco Tanti, - i quesiti dell’interrogazione del consigliere Romizi hanno trovato pronta risposta. Probabilmente, come è normale che sia (lo so per esperienza diretta), le informazioni che aveva ricevuto non erano precise ma proprio per questo è stato bene approfondirle insieme e, quindi, credo che l’interrogazione sia stata un ottimo stimolo e di questo ringrazio il consigliere Romizi. La struttura sta vivendo un momento delicato a causa della pandemia, ma con serenità e con risposte quotidiane di qualità pur in presenza di alcune criticità che sono costantemente monitorate. Insomma: la Casa Pia si conferma un’istituzione di qualità e di forte riferimento per la città».

Casa Riposo Fossombroni - Consiglio di Amministrazione con Lucia Tanti (1)-2

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