Casa delle Culture: una settimana alla chiusura e allo "sfratto". Il coordinamento: "Continueremo altrove"

La Casa delle Culture sta per chiudere i battenti e sfrattare gli inquilini che per anni hanno abitato le stanze di quella struttura che trova spazio all'angolo tra piazza Fanfani e via Garibaldi. Ad essersi ritrovati con le valige in mano e i...

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La Casa delle Culture sta per chiudere i battenti e sfrattare gli inquilini che per anni hanno abitato le stanze di quella struttura che trova spazio all'angolo tra piazza Fanfani e via Garibaldi.

Ad essersi ritrovati con le valige in mano e i piedi sulla soglia sono state le tante associazioni che qui hanno svolto le proprie attività organizzando eventi, corsi, incontri, fornito supporto a cittadini italiani e non. Gestito da Oxfam, dal 31 maggio prossimo lo stabile verrà chiuso. Le stanze saranno svuotate e il silenzio calerà. Una pausa necessaria per l'amministrazione comunale (proprietaria dell'immobile) per definire il nuovo percorso e la nuova destinazione d'uso di questo ambiente. Per quello che concerne i servizi essenziali forniti alla cittadinanza, sarà la Fraternita dei Laici a svolgere tale funzione all'interno delle proprie stanze. Secondo le ultime disposizioni, l'istituzione di piazza Grande avrà il compito di svolgere servizi a favore dell’integrazione socio culturale: “Partecipiamo al Fondo Asilo Migrazione e Integrazione – ha spiegato a suo tempo Pier Luigi Rossi, primo rettore di Fraternita – che la Prefettura ha già presentato al Ministero degli Interni, si concretizzerà ad esempio in attività di formazione degli operatori che devono occuparsi di accoglienza dei migranti”. Scelta che non è affatto piaciuta alle associazioni che operano, o per meglio dire, operavano all'interno di questo stabile. Così, all'indomani dell'annuncio si è infatti formato un comitato che ha chiamato a raccolta tutte le realtà operanti, in modo da scongiurare lo sfratto e costringere l'amministrazione ad un dietro front. Tentativo che però è naufragato in un nulla di fatto. E dunque, dopo mesi di battaglie e di uscite pubbliche, il dibattito attorno al ruolo della Casa delle Culture ha avuto il suo culmine nella giornata di ieri con l'evento "Vivere e restare sempre al vento".

"E' stato un momento di saluto alla struttura - spiegano i componenti del coordinamento di associazioni attive all'interno dello stabile negli anni - Abbiamo voluto concludere in bellezza con tante attività come musica, letture e altro in modo da rappresentare quello che è stato il lavoro svolto dai vari soggetti in questo spazio negli anni. La Casa delle Culture è anche questo. Un luogo di approfondimento, conoscenza ed incontro. Non è soltanto un edificio dove vengono forniti dei servizi. Sempre nella giornata di ieri è stata rilanciata l'idea di continuare questo percorso cominciato in passato e di creare una sorta di network permanente che porti il nome "Casa delle Culture". Se non potremo più farlo in un luogo fisico unico, come lo è stato nel tempo la palazzina della Cadorna, lo faremo in più sedi sparse nel territorio. Non abbiamo proposte concrete sul dove svolgeremo i nostri progetti ma, siamo certi, di voler continuare questa esperienza che ha arricchito tutti. Quello che ci preme sottolineare è che in molti casi, all'interno di questo stabile hanno trovato spazio anche realtà no profit e associazioni che sono riuscire a creare eventi e momenti di aggregazione in maniera efficace. Realtà che, senza la Casa delle Culture, non avrebbero avuto neppure uno spazio a propria disposizione. Adesso tutto questo cambierà.

Nella giornata di ieri in molti hanno ricordato come, fatta eccezione per Oxfam, non sono state date indicazioni di nessun tipo sulla chiusura. E dunque molti si sono trovati impreparati".

Tra queste realtà, ad esempio, c'è la scuola di lingua italiana per stranieri di Arci Solidarietà.

Costituita nel 2000, è una delle più longeve e attive di tutto il territorio con oltre 40 studenti iscritti e provenienti da ogni angolo del mondo.

Non solo richiedenti asilo o extracomunitari arrivati in Italia dopo lunghe vicissitudini ma anche cittadini provenienti da Paesi europei desiderosi di apprendere al meglio la lingua. Gestita da personale volontario e da professori in pensione la scuola è stata aperta gratuitamente per quasi venti anni e all'interno della Casa delle Culture aveva trovato uno spazio ideale per svolgere con professionalità il proprio compito.

Da giovedì prossimo invece dovrà pensare di trovare un altro luogo dove insediarsi. Sarà proprio per affrontare i temi legati alla logistica e alla possibilità di trovare una soluzione condivisa che domani, il coordinamento di associazioni che nei mesi ha portato avanti la propria battaglia per scongiurare la chiusura della Casa delle Culture, saranno ricevuti dall'assessori regionali Ceccarelli e Barni. "Li incontreremo per avere un confronto sul futuro di questa realtà - proseguono dal coordinamento - Non abbiamo proposte ma solo voglia di continuare. la regione si è resa disponibile ad ascoltarci. Siamo disponibili ad andare avanti nonostante il comune di Arezzo. Un luogo unico sarebbe l'ideale ma se non è possibile ci spezzetteremo in più luoghi rimanendo uniti sotto un'unica dicitura Casa delle culture".

*** La convocazione ***

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La vicepresidente e assessore alla cultura, Monica Barni, l'assessore alle infrastrutture, Vincenzo Ceccarelli, e la vicepresidente del Consiglio regionale, Lucia De Robertis, saranno domani ad Arezzo per un incontro con i rappresentanti delle associazioni e organizzazioni che operano all'interno della Casa della Culture. La riunione si svolgerà alle 17.30, presso la Casa stessa, e verterà sulla situazione determinata dall'orientamento espresso dall'amministrazione comunale di adibire la struttura, da tempo centro di promozione dell'interculturalità, ad altre attività.

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