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"Caro mensa anche ad Arezzo?" Costo dei buoni aumentato prima della scadenza del bando

Il comitato Giù le mani dalle mense di Arezzo ha analizzato alcuni punti del bando emesso dal Comune per la gestione delle mense scolastiche nei prossimi anni ed hanno anche scoperto che da settembre i buoni pasto costeranno di più

"Ed ecco che anche ad Arezzo arriva il temuto “caro mensa”." Per la verità i genitori se lo aspettavano, in quanto previsto dei termini di gara, ma non prima di gennaio mese in cui dovrebbe partire la prossima concessione."

Ad accorgersi di quanto sta accadendo è il comitato Giù le mani dalle mense di Arezzo

"Si è scoperto invece, sul sito ecivis, che l’aumento verrà applicato da settembre: 4,92 € per il pranzo alla primaria e 5,11 € all’infanzia per colazione più pranzo, invece dei 4,86 e 5,02 pagati fino a giugno. Come era facile prevedere, gli utenti non hanno gradito questa decisione soprattutto perché avviene in regime di proroga, procedura che dovrebbe semplicemente dilatare nel tempo una situazione data senza modificarne i contenuti. La notizia che la maggiorazione riguarderà anche la mensa aggiuntiva, frutto di accordi diretti tra Elior S.p.a. e dirigenti scolastici con il benestare dell’amministrazione, non ha fatto altro che aumentare l’irritazione dei genitori, che già nelle scorse settimane avevano dovuto fare fronte ad un pasticcio provocato dalle dichiarazioni del gestore sulla validità dei buoni pasto, con i quali si usufruisce del servizio tramite pagamento anticipato. Allora si era riusciti ad ottenere, in caso di rinnovo, la possibilità di sfruttare i coupon avanzati, in caso di mancato rinnovo, il diritto al rimborso. Come verrà gestita adesso la compresenza di buoni validi a 4,86 € con quelli a 4,92 €? E chi le aveva ceduti, come era stato consigliato in un primo momento, dovrà riacquistarli con l’aumento? Certo, parliamo di una manciata di centesimi che non hanno un impatto sulle finanze familiari, ma a ben vedere tradiscono una certa scioltezza  nelle manovre del concessionario, che si giustificano solo come conseguenza di un monopolio incontrastato che dura da vent’anni.

Quello che preoccupa ulteriormente i genitori è che alcuni termini del nuovo bando di gara sembrano destinati a far perdurare questa situazione. Basta controllare i requisiti necessari per partecipare. Il criterio principe, dettato dall’Europa e ripreso dall’Anac, specifica che tra i requisiti non ci devono essere richieste tali da limitare la concorrenza o impedire l’emergere di operatori economici medio-piccoli a favore di soggetti che da troppo tempo dominano sul territorio/settore. Eppure l’amministrazione ha deciso di inserire, tra le altre, una prerogativa che sembra andare in senso opposto. Si legge infatti che l’interessato deve aver operato in precedenza in un comune con almeno 80.000 abitanti. Basta fare un rapido calcolo per capire che nessun candidato locale potrà ambire a fare un’offerta, mentre ad essere favorita sarà Elior o qualche altra multinazionale simile. Quando in consiglio comunale abbiamo presentato la nostra proposta di delibera di iniziativa popolare, i consiglieri hanno convenuto che la ristorazione scolastica rappresenti un volano per l’economia locale. Come potrà il bando per la gestione delle mense scolastiche di Arezzo promuovere le aziende del territorio se lei esclude a priori dalla gara? Adesso che sono informati di questo cavillo, i consiglieri di maggioranza continueranno a sostenere le scelte dell’assessore alla scuola? I genitori aspettano una risposta…

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