menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Cinquanta pasti al giorno e 84 persone accolte. Caritas Arezzo racconta il primo lockdown dell'emergenza Covid

Da marzo a maggio 2020 addetti e volontari hanno continuato a lavorare a pieno ritmo per dare riscontro alle tante richieste arrivate in vari ambiti

Dalle accoglienze residenziali, ai pasti d'asporto fino ad arrivare all'attività di supporto a tutte quelle fasce fragili di popolazione. Il rapporto sulle nuove povertà elaborato dalla Caritas diocesana aretina, nell'edizione 2020, non si limita a dare conto dei dati raccolti durante il 2019 presso le strutture di propria competenza ma, bensì, analizza anche quanto fatto durante il primo lockdown dell'emergenza Covid.

Da marzo a maggio 2020 addetti e volontari hanno continuato a lavorare a pieno ritmo - seppur nel pieno rispetto delle limitazioni imposte dai decreti del presidente del consiglio dei ministri - per dare riscontro alle tante richieste arrivate in vari ambiti. Così come si legge nel resoconto "l’emergenza legata alla diffusione del Covid-19, oltre che sanitaria, ha avuto una dimensione sociale ed economica. La Caritas diocesana di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e l’Associazione Sichem, braccio operativo della Caritas, hanno cercato di intervenire Immediatamente per tamponare necessità alimentari e richieste di aiuto di ogni genere. Grazie all’impegno dei volontari e degli operatori, i servizi di prossimità sono stati garantiti. Altre attività hanno preso vigore con le dovute precauzioni (mascherine, guanti, ingressi contingentati, ecc). La fantasia della carità e la disponibilità di tante persone hanno permesso alla Caritas diocesana aretina di coordinare un grande lavoro per garantire a tutti un segno concreto di supporto, di vicinanza e di speranza".

La relazione Caritas sull'emergenza Covid (marzo-maggio 2020)

"È nostro intento presentare una piccola fotografia di quanto realizzato in questa particolare fase, soprattutto per ringraziare coloro che non si sono mai dimenticati dei poveri e sono rimasti in prima linea". Questo il fine della piccola, ma significativa, appendice che viene resa nota all'interno del rapporto e per la quale sono state schematizzate le aree di intervento.

Accoglienze residenziali

Durante il lockdown presso le strutture di Casa San Vincenzo, Casa Santa Luisa, dormitorio San Domenico, appartamenti solidali e cas accoglienza richiedenti asilo, sono state seguite e assistite a livello residenziale 84 persone, 13 minori e 12 donne. Sono stati forniti tutti i supporti e i servizi necessari.

Centro di ascolto diocesano e ascolto parrocchiali

Il centro di ascolto diocesano ha svolto e coordinato un grande lavoro di vicinanza alle famiglie e alle persone più sole, con colloqui telefonici e consegne domiciliari. Riscontrata una crescita delle richieste di aiuto alimentari e di pagamento delle utenze e degli affitti. Complessivamente è stato registrato un incremento del 114% rispetto all’ordinario. Significativi gli interventi a sostegno dei circensi, giostrai, detenuti e ospiti delle case famiglie.

Mense Caritas

Per l’intera prima fase emergenziale il servizio mensa si è riprogrammato con la consegna e distribuzione di cestini da asporto senza registrazione delle presenze. Da lunedì 16 marzo, a seguito della concomitante chiusura di entrambe le mense serali, il cestino ha avuto un aumento della quantità di cibo consegnato ad ogni persona. Da lunedì 30 marzo il personale addetto ha preparato il pranzo per gli ospiti del dormitorio San Domenico. Alto il numero di ditte (sia alimentari che di altra natura) e di soggetti privati che hanno fatto donazioni di vari generi. In media sono stati preparati e distribuiti circa 50 pasti da asporto giornalieri.

Convenzioni attivate, adesione a tavoli gestionali, progetti e raccolte fondi

Nella prima fase dell’emergenza sociale, la Caritas diocesana ha trattenuto molteplici relazioni con gli enti locali e con numerose istituzioni private, attivando convenzioni, nuovi servizi e raccolte fondi. Significativi gli accordi con i comuni di Arezzo, Cortona, Sansepolcro e Poppi. Molto importante l’attivazione del servizio “Spesa Sospesa” con i punti vendita Conad, Penny, Pam, Gala, Caddy e gli accordi con Esselunga e Unicoop Firenze, la quale ha destinato 12.000 euro di Buoni Spesa. Tantissime sono state le aziende, gli enti, le associazioni e i cittadini che hanno sostenuto il lavoro della rete Caritas. Tra questi la Cei/Caritas italiana che ha fornito il contributo straordinario di 10.000 euro.

Caritas parrocchiali

Le 40 Caritas parrocchiali della diocesi di Arezzo-CortonaSansepolcro hanno dovuto rivedere fortemente i propri servizi. Tuttavia, ben 28 Caritas parrocchiali hanno continuato a svolgere servizi di prossimità alle persone e alle famiglie più in difficoltà. 

"Redigere questo rapporto nei mesi della pandemia da Covid-19 - si legge nelle conclusioni del rapporto - ci ha convinti maggiormente sulla necessità di strutturare delle politiche di contrasto maggiormente incisive e soprattutto capaci di azioni promozionali “integrate”. Ciò permetterebbe una presa in carico totale della persona/famiglia che manifesta delle forme di povertà e favorirebbe delle progettazioni globali di sostegno. Ancora di più in questa particolare fase storica dell’umanità, è giusto pensare che un benessere sociale passi attraverso un reddito autosufficiente delle famiglie ma è anche vero che esso deve essere collegato a una maggiore qualità educativa (individuale e collettivo) e a una costante cittadinanza attiva e responsabile".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • Psicodialogando

    I 7 segnali della violenza psicologica nella vita di coppia

  • Gossip Style

    Il mistero di Coco Chanel, vera influencer prima dei social

Torna su

Canali

ArezzoNotizie è in caricamento