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Marcello Caremani, ex direttore di Malattie Infettive

Marcello Caremani, ex direttore di Malattie Infettive

Caremani: "Lo screening del Comune sugli studenti? Rischia di avere pochissimo valore. Se non zero"

L'ex direttore di Malattie Infettive del San Donato interviene sull'iniziativa: "Siccome si tratta di coinvolgere migliaia di studenti, il tempo degli operatori impiegato per fare i test ed elaborarli e il denaro pubblico rischiano di essere spesi inutilmente"

Sullo screening di massa sugli studenti aretini dai 3 ai 14 anni voluto dal Comune di Arezzo interviene il professor Marcello Caremani, medico senior ed ex direttore di Malattie Infettive all'ospedale San Donato di Arezzo. "Un progetto del genere - dice Caremani - deve essere realizzato con un fine ben preciso, accompagnato da una valutazione epidemiologica e statistica".

Come lo reputa?

"Un'iniziativa così come è stata proposta, attraverso lo strumento del test sierologico e non del tampone rapido non ha valore diagnostico. E questo le famiglie devono comprenderlo bene. La finalità allora mi sfugge, rischia di essere un'iniziativa estemporanea. E siccome si tratta di coinvolgere migliaia di studenti, il tempo degli operatori impiegato per fare i test ed elaborarli e il denaro pubblico rischiano di essere spesi inutilmente".

E cosa bisgnerebbe fare?

"In questo momento sarebbero utili i tamponi rapidi per gli studenti. Il sierologico ci dice se una persona forse ha avuto il Covid, ma non fa una fotografia esatta del presente. A cosa serve la campagna? A dirci quanto è l'incidenza sui nostri ragazzi? Ha finalità statistiche? Fare un'iniziativa di questo tipo senza un progetto adeguato ha pochissimo valore, se non zero".

Quindi?

"Ci dovrebbe essere un accordo tra tutte le forze in campo - Asl, Comune, medici di famiglia - per un progetto di screening di massa, con una valutazione statistica ben precisa nel caso di test sierologici. Ma non saprei dire del valore di un'indagine del genere nel solo comune di Arezzo, forse ne avrebbe a livello di area vasta o regionale. Inoltre andrebbe spiegato bene il progetto alle famiglie, se c'è scetticismo, ne va fatta capire l'importanza, qualora ci sia una finalità determinata, specificando quale obiettivo ci si prefigge, i costi etc. così da far aderire il maggior numero possibile di persone. Se tutto questo non avviene, le perplessità possono sopraggiungere. In ogni caso, vanno superate le barriere tra istituzioni, specialmente in un momento del genere".

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