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Martedì, 5 Luglio 2022
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Cannabis terapeutica, emendamento nel nome di Walter. Mantero: "Servono 10 milioni per produrla"

Il senatore di Potere al Popolo in un emendamento intitolato a De Benedetto chiede anche la non punibilità per chi coltiva per uso terapeutico

Un emendamento intitolato a Walter De Benedetto per chiedere importanti investimenti sulla cannabis terapeutica. L'emblematica storia dell'aretino malato di artrite reumatoide, che è stato processato per aver coltivato marijuana usata poi per placare i terribili dolori causati dalla sua patologia, ha dato il nome all'iniziativa di Matteo Mantero.

Il senatore di Potere al Popolo ha infatti presentato due proposte di emendamento in commissione Bilancio del Senato alla legge di bilancio 2022 per aumentare la presenza di cannabis in Italia da destinare a chi, malato, la usa legittimamente come farmaco. Gli emendamenti puntano da un lato ad un finanziamento per avere maggiori quantità di cannabis terapeutica, dall'altro alla non punibilità di chi la produce in autonomia. 
Ma come far arrivare maggiori quantità ai malati? L'emendamento prevede un ulteriore stanziamento per incrementare i metodi di approvvigionamento che attualmente sono l’importazione dall’estero e la fabbricazione tramite lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze (che per legge potrebbe produrne al massimo 500 chili all’anno, ma non arriverebbe a tali quantità). 

La seconda parte dello stesso emendamento, quella che fa riferimento al caso dell'Aretino, andrebbe a modificare il testo unico sugli stupefacenti e - come scrive Today - prevede la non punibilità di chi se la produce in casa, nel caso in cui non riuscisse ad avere la cannabis attraverso il sistema sanitario. Il caso di Walter, appunto, che è finito a processo dopo un blitz dei carabinieri nella serra dove coltivava la marijuana.

"Dal punto di vista concettuale - ha spiegato Mantero a Today -, il malato che deve coltivarsi a casa la cannabis, quando è lo Stato a dover fornire una cura, è una forzatura. Ma è assurdo che non possa curarsi. Non dovrebbe essere costretto a coltivarsi la pianta a casa o peggio andare da uno spacciatore. L'emendamento è stato chiamato così perché se la mia proposta fosse stata legge, De Benedetto non sarebbe mai stato processato” .

Ora questi emendamenti verranno analizzati e discussi alla Commissione bilancio. "Ci troviamo nella situazione assurda che questi malati devono rischiare il carcere per un’inadempienza dello stato. Se davvero si vuole affrontare il problema smettendo di trattare queste persone come malati di serie B il ministro Speranza e tutto il governo diano parere favorevole all’emendamento De Benedetto". 

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