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Costretti alla quarantena in canile. Il sindaco: "Non rinnoverò l'ordinanza", la padrona di Otto scrive a Salvini

Dopo il caso di Kira il tema è stato affrontato anche nella diretta social del sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli

Ancora rimangono in canile per “scontare” quella quarantena di sei mesi imposta dall’ordinanza anti Lyssavirus. Kira e altri cagnolini che nelle scorse giornate sono scappati dalle proprie abitazioni per poi essere acciuffati dall’accalappiacani, restano ancora in attesa. Una situazione difficile per i diretti interessati i quali hanno fatto esplicite richieste alle autorità competenti chiedendo la possibilità di terminare l’isolamento fuori dal canile e sotto stretta sorveglianza dei proprietari. Una richiesta legittima ma per la quale le conferme dovranno arrivare prima dal sindaco e poi dal ministero.

“Durante la notte dei fuochi di San Donato - ha specificato ieri il sindaco Ghinelli nella diretta Facebook - la cagnolina Kira è riuscita a scappare dalla propria abitazione ed è stata recuperata dal personale Enpa. Attualmente si trova presso il canile comunale dove è stata trasferita subito dopo essere stata recuperata. I padroni il giorno seguente sono riusciti a rintracciarla ma, nonostante questo, i gestori della struttura non hanno potuto riconsegnare loro Kira per via dell’ordinanza sindacale emessa lo scorso giugno a seguito della morte di un gatto affetto da particolare tipo di Lyssavirus. L’ordinanza scadrà il 27 agosto e non avrei intenzione di prorogarla. Purtroppo anche io devo attendere direttive da parte del ministero della salute e dalla direzione veterinaria di area vasta perché non posso prendere da solo questo tipo di decisione. In quanto sindaco sono responsabile della salute pubblica ed è proprio per questo che il tema rimane ancora aperto”.

Dunque palla in mano al ministero che dovrà dare l’ultimo parere sull’eventuale possibilità per gli animali microchippati di poter trascorrere o meno l’isolamento a casa propria oppure rimanere in canile. Al momento sono sei i cani ricoverati sotto osservazione al canile comunale. Tra questi c’è anche Otto, incrocio tra pincher e bassotto, la cui proprietaria ha scritto una lettera a Matteo Salvini affinché intervenga sulla situazione.

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