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Kira scappa di casa per i fuochi di San Donato: costretta 6 mesi in canile in quarantena

La disperazione dei padroni: "Situazione paradossale". Fino al 27 agosto vige l'ordinanza emessa a seguito del caso di Lyssavirus: cani fuori casa soltanto al guinzaglio

Uno sfogo pubblico nel gruppo facebook "Sei di Arezzo se...": una signora aretina, Orietta, spiega le ragioni per cui per i prossimi sei mesi (due, se la vaccinerà contro la rabbia) non potrà riavere a casa con sé Kira, il proprio cane, scappato di casa nella zona di Porta Trento e Trieste e fortunatamente ritrovato.

"Vorrei condividere con voi questa situazione che stiamo vivendo, che ha del paradossale", scrive. Il fatto è accaduto nella notte tra il 6 e il 7 agosto, quella dello spettacolo pirotecnico di San Donato. "A causa della paura provocata dai fuochi, è scappata la nostra cagnolina Kira che era nel giardino di casa completamente recintato. È riuscita a saltare (tre metri) nella proprietà vicina ed è uscita dal loro cancello. Dopo averla cercata per tutta la notte, stamattina l’abbiamo ritrovata al canile. Speravamo che la triste avventura si fosse conclusa, e invece ci hanno detto che il cane non ci verrà restituito prima di 6 mesi o, nella migliore delle ipotesi, facendole un vaccino contro la rabbia, non prima di 2 mesi, a seguito dell’ordinanza emessa dal sindaco".

Ma di quale ordinanza si parla? Quella emessa lo scorso giugno a seguito della morte di un gatto per un particolare tipo di Lyssavirus e valida per due mesi che recita:

Fino al 27 agosto compreso, i cani, anche se muniti di museruola, non possono circolare se non condotti al guinzaglio; i cani accalappiati rinvenuti vaganti non siano restituiti ai possessori se non abbiano subito favorevolmente il periodo di osservazione di 6 mesi, riducibili a 2 qualora vengano sottoposti a vaccinazione antirabbica postcontagio con le modalità stabilite dal Dpr 08.02.54 n. 320, art. 87 e con addebito delle spese agli stessi possessori; i possessori di cani segnalino immediatamente all'autorità comunale l'eventuale fuga dei propri cani ovvero il manifestarsi in essi di qualsiasi sintomo che possa far sospettare l'inizio della malattia come ad esempio cambiamento d'indole, tendenza a mordere, manifestazioni di paralisi, impossibilità della deglutizione.

Orietta prosegue così: "Vorrei sottolineare l’assurdità di questa situazione". E attacca la decisione di fare i fuochi, nonostante l'ordinanza: "Il sindaco prima ha emesso un’ordinanza che vieta di lasciare i cani liberi e poi, nonostante le richieste da parte di Enpa e altre associazioni animaliste, ha deciso comunque di fare i fuochi d’artificio". Il cane sarebbe scappato proprio perché spaventato dai rumori dei botti. "Non è possibile tenere 'sequestrato' un cane padronale, che ha già subito un trauma, poiché proviene da un canile ed è stato da noi adottato. Noi siamo disposti ad assumerci tutte le responsabilità e fare quanto possibile per riportarla a casa", conclude la signora. E lancia un appello al primo cittadino: "Ci aiuti! Tutti altrimenti hanno le mani legate".

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