Pesca, funghi, seconde case e circoli: tutte le regole regionali. Allarme di Coldiretti per la caccia al cinghiale

In provincia di Arezzo così come in tutta la Toscana non è possibile effettuare gli spostamenti per l’attività venatoria da un comune all’altro

La pesca, la raccolta delle olive, di funghi e tartufi, le attività dei circoli. Chiarimenti in merito sono arrivate con l'ordinanza interpretativa della Regione Toscana che è stata firmata ieri sera dal presidente Eugenio Giani. 

Va detto subito, non tutto è consentito, non tutto è stato possibile inserirlo nell'ordinanza regionale come ha spiegato Giani nella diretta di qualche ora fa. 

Per la raccolta e la frangitura delle olive in un altro comune è possibile farlo se è un terreno di proprietà fino ai parenti di secondo grado. Per i tartufi ci si può muovere in altro comune se si ha il tesserino specifico; colui che lo fa in modo amatoriale lo può esercitare solo nel proprio comune. La stessa cosa vale per l'attività di raccolta funghi: in un altro comune ci può andare chi è imprenditore agricolo, i soci di cooperative agricole forestali, mentre la raccolta amatoriale si fa nel proprio comune di residenza. Anche la pesca sportiva e dilettantistica segue questa regola e lo spartiacque è sempre quello tra l'attività amatoriale o professionistica. E' possibile spostarsi anche per gli animali allevati per garantirne il benessere.

E la caccia?

"Nella mia ordinanza non troverete nulla, io ero favorevole che le squadre fossero anche composte da persone di comuni diversi e che si potessero muovere, ma la Ministero l'indicazione è che non si può derogare. Spostarsi per la caccia non è previsto. Vediamo se nei prossimi giorni si possano trovare spazi di deroga" ha detto Giani citando ad esempio l'importanta della caccia al cinghiale in questo periodo.

La caccia al cinghiale: la voce di Coldiretti

“L’ordinanza regionale non ferma l’escalation dei danni, delle aggressioni e degli incidenti che causano purtroppo anche vittime e che sono il risultato della incontrollata proliferazione degli animali selvatici, con il numero dei cinghiali presenti nella nostra regione che supera i 450 mila,  almeno 20 cinghiali per ogni 100 ettari di territorio”. E’ quanto afferma il presidente di Coldiretti Arezzo Lidia Castellucci in riferimento alla necessità di riprendere l’attività venatoria anche nella provincia di Arezzo a differenza di quanto comunicato con l’ultima ordinanza regionale firmata ieri sera dal Presidente Giani sulle regole per uscire dal proprio comune.

“Quello dei cinghiali è un problema con il quale anche nella nostra provincia – spiega il Presidente Castellucci – facciamo i conti quotidianamente, oltre a mettere a rischio la sicurezza sulle strade e intorno alle abitazioni, con un drammatico bilancio anche in termini di perdite di vite umane, gli animali selvatici distruggono i raccolti agricoli e sterminano gli animali allevati, una situazione che costringe ormai le aziende a lasciare i terreni incolti, stravolgendo l’assetto produttivo delle nostre campagne”. A preoccupare sono anche i rischi per la salute provocati dalla diffusione di malattie come la peste suina. Un pericolo denunciato recentemente dalla stessa virologa Ilaria Capua che ha parlato del rischio effetto domino se oltre al Coronavirus, la peste suina passasse in Italia dagli animali selvatici a quelli allevati. “Il blocco di tutta l'attività di caccia rischia dunque di avere serie ripercussioni sul contenimento delle specie invasive – commenta Castellucci - la difesa dell'agricoltura e la sicurezza delle persone. L’emergenza cinghiali va affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale specializzato per ridurne il numero. La proliferazione senza freni dei cinghiali – conclude il Presidente – sta mettendo anche a rischio l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali anche in aree di elevato pregio naturalistico, ci auspichiamo che la Regione Toscana possa rivedere con una nuova ordinanza le limitazioni imposte ad oggi”.

Seconde case e altri spostamenti

E' consentito raggiungere seconde case, per lo svolgimento delle attività di manutenzione e riparazione necessarie per la tutela delle condizioni di sicurezza e conservazione del bene ha spiegato Giani. Lo spostamento potrà essere esclusivamente individuale con obbligo di rientro in giornata presso la residenza. Sono consentiti gli spostamenti con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, oltre che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute e per situazioni di necessità, esclusivamente per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili nei comuni di residenza; sono consentiti gli spostamenti in altri comuni nel caso in cui il comune di residenza non disponga di specifici punti vendita, oppure nel caso in cui sia necessario acquistare con urgenza generi di prima necessità non reperibili nel comune di residenza. L’attività corsistica come quella delle scuole di musica, di pittura, di fotografia, di teatro, di lingue straniere è svolta a distanza, se è collettiva; in presenza, se è individuale.

I circoli

Infine, in merito ai circoli culturali, sociali e ricreativi che effettuano attività di ristorazione, per loro è consentito svolgere, esclusivamente per gli associati solo la ristorazione con consegna a domicilio, nonché, fino alle 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

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