Caccia al cinghiale anche in aree agricole: lotta al sovrappopolamento

“E’ una prima, concreta risposta, agli assalti incessanti e devastanti dei cinghiali sui terreni agricoli aretini”. Sono parole di Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo, dopo che la giunta regionale toscana ha dato il via...

Cinghiali1

“E’ una prima, concreta risposta, agli assalti incessanti e devastanti dei cinghiali sui terreni agricoli aretini”. Sono parole di Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo, dopo che la giunta regionale toscana ha dato il via libera, in attuazione delle Legge Obiettivo 2016-2018, alla delibera di approvazione del piano annuale 2017 di prelievo per il cinghiale nelle aree agricole.

“Apprezziamo il fatto che quest’anno la Legge Obiettivo, fortemente voluta da Coldiretti – insiste Marcelli - vada a regime in modo tempestivo, visto che lo scorso anno l’attività di caccia in selezione si è svolta solo in periodi molto limitati ed in alcuni comprensori addirittura per poco più di 2 mesi. Con questa delibera di fatto non si interrompe il prelievo dei cinghiali nelle aree agricole dove la loro presenza deve essere sradicata, per consentire alle imprese del settore di esercitare il loro diritto ad esistere”.

“Con l’approvazione di questo atto – spiega a sua volta il direttore di Coldiretti Arezzo, Mario Rossi – possono, quindi, essere preservate tutte le aree non vocate del territorio aretino, territorio dal quale arrivano in continuazione nei nostri uffici allarmi e richieste di aiuto contro le micidiali scorrerie degli ungulati e in particolare appunto dei cinghiali, e poi il piano potrà essere successivamente aggiornato in base ai dati degli abbattimenti 2016 e a seguito della nuova delimitazione delle aree vocate e non vocate al cinghiale”.

“Su questo argomento - conclude Rossi - Coldiretti ha già formulato un’ipotesi chiara, che fa coincidere le aree in cui non possono essere presenti gli ungulati, con quelle destinate alle attività agricole ed in riferimento alle quali vengono erogati gli interventi della Pac”.

Tutto nasce dal fatto che la proliferazioni di cinghiali in Toscana ha ormai superato quota 230.000 capi, che alterano gli equilibri ambientali con danni enormi a colture di pregio e comunque vitali per l’economia del territorio, come viti e cereali.

Per questo il piano prevede nel periodo da gennaio a dicembre 2017 - lo scorso anno il piano fu approvato solo a giugno - il prelievo di un numero importante cinghiali nelle aree agricole, aree non vocate al cinghiale. Si tratta della cosiddetta caccia di selezione che si svolge sotto la supervisione degli Atc, gli ambiti territoriali di caccia, nelle zone a vocazione agricola dove i cinghiali arrecano solo danni.

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Quindi quest’anno, da gennaio a dicembre, sarà possibile nelle aree a vocazione agricola la caccia di selezione al cinghiale per un tempo più lungo. Gli Atc possono sospendere tale caccia quando nelle aree vocate, soprattutto boschi, vengono previsti interventi di caccia in braccata. In questi periodi in cui viene sospeso il prelievo selettivo, nelle aree non vocate è comunque possibile la caccia al cinghiale in forma singola o con la tecnica della girata.

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