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Prevenzione del bullismo, concluso a Castiglion Fibocchi il progetto "Star bene a scuola 4.o"

Tre mesi di incontri e attività con esperti qualificati per gli alunni delle medie "Ugo Nofri". Armonia in classe attraverso la consapevolezza delle emozioni e l'integrazione delle differenze: obiettivo centrato

Si è concluso stamani il progetto dal titolo "Star bene a scuola 4.0" rivolto a tutte le classi medie della scuola “Ugo Nofri” di Castiglion Fibocchi. Ideato e coordinato dallo psicologo Aimone Pignattelli in collaborazione con la professoressa Donatella Faralli, il laboratorio ha previsto una serie di incontri e attività per la prevenzione al bullismo e al cyberbullismo di circa 25 ore complessive della durata di tre mesi. Quattro esperti, rispettivamente in ambito psicoeducativo, giornalistico, teatrale e informatico hanno affrontato con i ragazzi, a seconda dell'anno scolastico, il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo in una forma partecipata e “positiva”. Valorizzando le risorse di classe e i fattori di protezione attraverso temi sociali nella relazione tra pari, competenze, intelligenza emotiva e infine un'educazione digitale.

L' intervento psicoeducativo dello psicologo Pignattelli e dell'esperta di teatro educativo Irene Ziller, ha voluto favorire l'armonia in classe attraverso la consapevolezza delle emozioni, l'integrazione delle differenze, il linguaggio del corpo, la comunicazione assertiva e un rapporto più efficace con i professori. Con il circle time e lavori di gruppo questa fase ha previsto una performance artistica con gli elaborati scritti dai ragazzi.

L'incontro di Ilaria Bidini è stato seguito con viva partecipazione e tante domande. Educatrice e già Cavaliere di Italia per l'impegno alla lotta al bullismo, Ilaria è stata una testimonial d'eccezione che ha raccontato la propria esperienza di vittima. Ha raccontato l' ”hate speech online”, ovvero il linguaggio di odio che prolifera nei socialnetwork nonché i fattori di rischio, quali ad esempio la vulnerabilità della solitudine, la paura di denunciare, ma anche i fattori di protezione quali le risorse interne di personalità, come ad esempio l'autostima e l'autoironia.

Grazie a un questionario anomino compilato dagli studenti si sono potuti cogliere i principali aspetti di interesse, per parlare di utilizzo dei dispositivi digitali tra i giovani. Appurato che quasi tutti studenti hanno uno smartphone o un Ipad, l'intervento dell'informatico Vincenzo Raimondo ha promosso una maggiore consapevolezza ad un utilizzo positivo delle tecnologie digitali. Con attività pratiche e discussione sono stati affrontati temi quali: social netowork e privacy, giochi virtuali e parità di genere, immagini e whatsapp, libertà e stigma della relazione offline, credibilità delle fonti e fake news, conseguenze e legislazione del cyberbullo. Tutti argomenti digitali molto comuni tra i ragazzi e ampiamente condivisi con le loro opinioni e storie personali.

In conclusione, attraverso un lavoro finale di sintesi che ha coinvolto tutte le classi insieme è stato rilevato un buon assorbimento dei concetti ed un entusiasmo per l'esperienza affrontata. Come un aereo che trasporta conoscenze nel mondo e aiuta i ragazzi ad orientarsi, il laboratorio è stato inoltre un progetto pilota per verificare gli effetti ex- ante ed ex-post l'intervento che verranno verificati nel prossimo anno scolastico.

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