Incendio di Pietraviva: "Avevo il fuoco a destra e sinistra, i boschi sono abbandonati". Il racconto e l'appello di Cardinali

L'incendio di vaste dimensioni a Pietraviva di Bucine alimentato dal forte vento e dallo stato di abbandono dei boschi del Chianti

Testimone dell'incendio di Pietravivia di Bucine, da anni si sgola per denunciare lo stato di abbandono dei boschi aretini e non solo, della necessità di avere un nuovo approccio verso la montagna, un presidio diffuso, portando di nuovo la gente ad abitarla, a viverla.

cardinali-giovanniGiovanni Cardinali ingegnere capo della Provincia di Arezzo in pensione da alcuni anni racconta cosa è accaduto e rilancia il suo appello:

"Da 30 anni lo dico, servono 5 milioni di contadini e operai forestali che formino un presidio diffuso per evitare l'aumento del dissesto idrogeologico e gli incendi, la montagna va resa allettante, mentre adesso è in uno stato di pericoloso abbandono."

Cosa è successo sabato?

"Sabato un incendio di 2/3 ettari ha colpito i boschi del Chianti tra Pietraviva e Monte Benichi, la scintilla è sicuramente partita da cavi della media tensione che sono caduti e hanno provocato un corto circuito a terra, il vento ha fatto il resto. Così che dalle 13 alle 18 circa la zona di Pietraviva, di Monte Benichi e alcune case sparse sono rimaste senza corrente elettrica e di conseguenza senza luce e riscaldamento, è saltato anche il ponte radio 4g che poteva essere molto utile per le comunicazioni e per individuare il focolaio.

L'incendio che si è sviluppato intorno all'ora di pranzo ha visto la partecipazione attiva dei vigili del fuoco, l'ispettore antincendio regionale, delle squadre della Racchetta di Bucine, dei Vsa di Monte San Savino, gli operai forestali dell'unione dei Comuni del Pratomagno, visto che il Chianti ne è sprovvisto. L'incendio si è propagato alimentato dal forte vento e le operazioni di spegnimento hanno dovuto fare i conti con la mancanza di un sentiero per arrivare sul posto e sono procedute con attrezzi manuali, l'intervento dell'elicottero sarebbe stato utile ed opportuno, ma il vento ha impedito che si potesse levare in volo. Nell'incendio si è ritrovato lo stesso Cardinali con la moglie:

"L'incendio è arrivato fino a casa mia, una colonica, detta casa Carraia, avevo il fuoco sia a destra che a sinistra, ma il vento per fortuna tirava in direzione opposta e quindi non è stata interessata dalle fiamme. Questo episodio è solo uno dei tanti che scaturiscono e diventano più gravi e più difficili da gestire, per lo stato di abbandono dei boschi, lasciati a se stessi, con la mancanza praticamente assoluta delle attività degli operai forestali, con la riduzione della manodopera che fa capo alla Regione Toscana."

Quali le misure che servono, che c'erano e ora non ci sono più?

"Servono le cesse parafuoco, cioè quei tagli degli arbusti, della vegetazione, che servono per interrompere l'avanzamento del fuoco nei boschi, serve la manutenzione dei sentieri, che adessono sono inaccessibili, coperti di ginestre, scope, tronchi, e rendono il perscorso difficile anche per i fuoristrada, a meno che si proceda e man mano si liberi. Forse solo i gestori delle linee elettriche effettuano la manutenzione. E infatti anche sabato gli operai di Enel hanno avuto non pochi problemi ad accedere ai pali, per ripristinare la luce. Servono anche gli sciacqui, che tecnicamente sono solchi trasversali, tagli sul terreno per regimare le acque e impedire che i sentieri si allaghino e impediscano un intervento tempestivo.

Queste condizioni sono comuni a tutti i nostri boschi?

"E' una situazione diffusa, sicuramente rappressenta un problema serio nel Chianti, nel Pratomagno, nei boschi di Castiglion Fiorentino e Cortona, ma credo anche a Lignano di competenza del Comune di Arezzo. Sabato nonstante queste condizioni sono stati molto bravi e 4 operai sono arrivati addirittura dal Pratomagno per dare man forte alle operazioni di spegnimento."

Serve l'interessamento delle istituzioni e dei cittadini

"Servono politiche che rendano allettamente la montagna, per evitare il propagare di eventi come questi, l'aumento degli incendi e degli allagamenti, è in gioco tutta l'Italia, da questo punto di vista. Servono decine di migliaia di operai forestali e di persone che vogliano vivere e riprendere in mano la montagna."

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