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Lunedì, 26 Febbraio 2024
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Comune di Firenze vieta la vendita delle borse Braccialini su Ponte Vecchio: è bufera. "La parola al Tar"

Il negozio del marchio acquisito da Graziella Group è chiuso per protesta. Le borse restano in vetrina con un cartello: "Chiusi finché giustizia non sarà fatta". Provvedimento impugnato: "Il tar deciderà se le nostre borse sono oggetti preziosi"

Le borse sono sempre esposte in vetrina, ma la porta è chiusa: il negozio Braccialini di Ponte Vecchio ha serrato le saracinesche per protesta. Il marchio rilevato dal gruppo aretino Graziella, guidato da Gianni Gori, ha infatti ricevuto lo scorso 5 aprile una comunicazione dal Comune di Firenze in cui viene impedito al punto vendita di cedere alcuni dei prodotti che contraddistinguono il marchio: le borse. 

Una disputa che va avanti da quando il negozio ha aperto ma che adesso si è inasprita ancora più in seguito al provvedimento del Suap. L'impresa dal canto suo ha deciso di rivolgersi al Tar. Nell'occhio del ciclone ci sono quelli che il "Regolamento per la tutela e il decoro del patrimonio culturale del Centro storico" definisce "oggetti preziosi". I commercianti di Ponte Vecchio, regolamento alla mano, ritengono che le borse non lo siano e si sono ribellati. Il comune ha emanato il provvedimento mentre Gori e Braccialini sostengono le "borse gioiello" siamo proprio oggetti preziosi. Una disputa alla quale l'imprenditore aretino spera che il Tar metta fine.

Negozio chiuso e cartello in vetrina

Nel frattempo sulla vetrina del punto vendita chiuso - e sulla pagina Facebook dell'impresa - è apparso un cartello dove i titolari spiegano i motivi della protesta. 

cartello braccialini"Il giorno 5 aprile 2023, il Suap, interpretando il "Regolamento per la tutela e il decoro del patrimonio culturale del Centro Storico (c.d. Regolamento Unesco)", impedisce la vendita di alcuni prodotti in questa attività.

Ai sensi dell'art. 8, comma 1, ultimo capoverso "Sul Ponte Vecchio è vietata l'attività di somministrazione di alimenti e bevande, ed è ammesso solo il commercio dei generi di: a. oggetti preziosi; b. orologi; c. oggetti d'arte, cose antiche o articoli di antiquariato, articoli di numismatica e filatelia".

Il Design ricercato ed esclusivo, la manifattura specialistica toscana, i materiali di prima qualità, il valore dei prodotti esposti e il marchio storico fiorentino fanno rientrare i nostri prodotti a pieno diritto nella categoria "Oggetti preziosi"".

Così, prosegue il volantino: "In segno di protesta contro il provvedimento Suap, abbiamo deciso di tenere chiusa l'attività di Ponte Vecchio finché giustizia non sarà fatta. In vetrina lasceremo i nostri oggetti preziosi made in Tuscany". 

E ancora, vengono esposti dubbi sul provvedimento adottato: "Ci domandiamo come questo possa avvenire escludendo un marchio storico fiorentino con prodotti made in Tuscany e lasciando libera la vendita di prodotti di basso valore (10-49 €) che provengono da paesi esteri". Quindi la frecciata finale: "Tutti i fiorentini che lavorano da anni in Braccialini, gli operatori che lavorano nell'indotto generato in Toscana, ringraziano il Suap per la morbosa e selettiva attenzione nei nostri confronti".

Il volantino degli altri commercianti

Sempre ieri l'Associazione Ponte Vecchio ha diffuso un suo volantino: "Firenze è una città aperta, inclusiva, nella quale c'è posto per tutti. Purché se ne rispettino le regole". Poi citando il regolamento applicato dal comune affermano: "Le borse, di qualunque genere, non si possono vendere" ed esprimono apprezzamento per la decisione del comune di Firenze "Perché se sul ponte le borse si fossero potute vendere, sono molte le attività fiorentine che lo avrebbero già fatto. Braccialini sconta oggi anche le conseguenze di un atteggiamento poco rispettoso nei confronti delle altre attività che da tempo, qualcuna anche da secoli, esercitano su Ponte Vecchio". 

La presa di posizione di Confcommercio

Anche Confcommercio ha preso posizione sull'intricata vicenda. Lo ha fatto con le parole del direttore Franco Marinoni. "Firenze dimostra di essere una città nella quale le regole valgono e si rispettano. Se sul Ponte Vecchio, dall’entrata in vigore del Regolamento Unesco si può autorizzare la vendita solo di oggetti preziosi, orologi, oggetti d’arte, cose antiche o articoli di antiquariato, articoli di numismatica e filatelia, nessuno può permettersi di vendere altro. Cosa si intenda, nella fattispecie, per oggetti preziosi non può essere motivo di una disputa semantica che porti a ritenere tali anche borse, scarpe o chissà quale altro prodotto semplicemente perché “impreziosito” da inserti di vario genere. Per “oggetti preziosi” si intendono i gioielli, indipendentemente dal valore. Ringraziamo il Comune per la coerente ed efficace applicazione delle leggi, che dà un segnale chiaro di presenza e di imparzialità". 

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