Venerdì, 30 Luglio 2021
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Bitcoin: Bankster e Investitori Americani (e influencer nostrani) commentano la regina delle criptovalute

Tra un nuovo massimo storico e altrettanti repentini ribassi, non passa giorno senza che qualcuno prenda posizione su bitcoin, sul suo futuro e sulle eventuali potenzialità. Questa volta abbiamo voluto raccogliere le opinioni dei deus ex...

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Tra un nuovo massimo storico e altrettanti repentini ribassi, non passa giorno senza che qualcuno prenda posizione su bitcoin, sul suo futuro e sulle eventuali potenzialità.

Questa volta abbiamo voluto raccogliere le opinioni dei deus ex machina della finanza globale, proprio quella finanza che il bitcoin si propone di rivoluzionare.

A conclusione, anche un commento nostrano da cui trarre un'interessante chiave di lettura.

Jamie Dimon - Ceo di J.P. Morgan Chase & Co.

"Bitcoin alla fine salterà in aria. È una frode. È peggio della bolla dei tulipani e non finirà bene".

Bocciatura netta da parte del CEO di J.P. Morgan, Jamie Dimon, per il quale i bitcoin non sono un asset reale ma un semplice strumento speculativo, molto pericoloso per gli investitori. Dimon è arrivato addirittura a minacciare il licenziamento per i trader colti a scambiare bitcoin.

Warren Buffett - Ceo di Berkshire Hathaway

"Stateci lontano. Fondamentalmente è un miraggio. È un metodo molto efficiente per la trasmissione di soldi, e puoi farlo in forma anonima e quant'altro. Ma anche l'assegno è un metodo di trasmissione di soldi. Gli assegni valgono tanto solo per il fatto che possono trasmettere denaro?"

L'oracolo di Omaha riconosce gli aspetti positivi del bitcoin, ma pone un'allerta sulle reali potenzialità dell'asset e sul suo valore intrinseco, a suo parere completamente assente. Buffett tuttavia riconosce l'efficienza del modello bitcoin, sebbene ponga l'allerta sul fatto che sia replicabile in diverse altre maniere simili tra loro.

Ray Dalio - Fondatore di Bridgewater Associates

"Bitcoin è un mercato altamente speculativo. È una bolla."

Uno dei problemi principali di bitcoin secondo Ray Dalio è il fatto di non servire come vera riserva di valore per via della grande volatilità a cui questo asset è soggetto. L'unico scopo delle persone che l'acquistano sembra quindi essere quello di rivenderlo in futuro ad un prezzo maggiore in ottica speculativa.

Lloyd Blankfein - Ceo di Goldman Sachs

"Sul bitcoin sto ancora valutando. Nessuna conclusione, né approvazione né bocciatura. Si sa che le persone erano scettiche anche quando il denaro di carta ha sostituito l'oro".

Approccio cauto e attendista per il CEO di Goldman, dalle cui parole traspare però la consapevolezza che l'avvento delle criptovalute potrebbe essere considerato un avvenimento epocale tanto quanto quello della cartamoneta. Interessante però notare come Goldman Sachs abbia già fatto dei passi in avanti in questa direzione e abbia cominciato a progettare una piattaforma per il trading sulle criptovalute.

James Gorman - Ceo di Morgan Stanley

"È più di una semplice mania. Non ci ho investito, ma ho parlato con tante persone che l'hanno fatto. Ovviamente è un asset altamente speculativo ma non necessariamente sbagliato."

Possibilista l'approccio del Ceo di Morgan Stanley, James Gorman, secondo cui bitcoin è un asset le cui caratteristiche piacciono molto agli utilizzatori (ad esempio la privacy), e che può essere interessante per certi versi, sebbene molto rischioso per via dei grandi interessi speculativi.

Axel Weber - Presidente di UBS

"Sono scettico riguardo bitcoin perché le importanti funzioni svolte da una valuta sono di essere un metodo di pagamento, di essere generalmente accettata, di essere una riserva di valore e di essere una valuta di transazione. Per me bitcoin è solo una valuta di transazione."

Per Weber il problema di bitcoin nasce dal fatto di non soddisfare tutte le condizioni che rendono una valuta tale.

Larry Fink - Ceo di BlackRock "Credo molto nelle potenzialità delle criptovalute. Vedo grandi opportunità ma al momento l'atmosfera intorno a bitcoin è molto speculativa." Secondo il Ceo di BlackRock, Larry Fink, i bitcoin e le altre criptovalute potrebbero anche aiutare ad identificare l'estensione del fenomeno del riciclaggio di denaro nel mondo. Bocciatura completa o strategia difensiva? Fino a questo punto sembrerebbe una bocciatura quasi completa da parte di chi di soldi se ne occupa tutti i giorni. La maggior parte dei commenti, però, arriva proprio da quegli "intermediari finanziari" (broker, banche, ecc.) che il sistema bitcoin, e più in generale quello delle criptovalute e della tecnologia blockchain, vuole scavalcare o bypassare fino a renderli quasi del tutto obsoleti. Da un certo punto di vista, sarebbe come chiedere ad un operario del secolo scorso cosa ne pensava dell'avvento dei robot industriali. Ormai è evidente che bitcoin sia stato il precursore di un nuovo avvento di tecnologie e di possibilità. Il prezzo potrà salire e scendere, subire più o meno interessi speculativi, ma ciò che la tecnologia bitcoin ha regalato al mondo non può più essere cancellato, con buona pace di tutti i suoi più incalliti detrattori. Per mettere tutto nella giusta prospettiva ritengo interessante citare il commento di Marco Montemagno proprio su quanto detto da Jamie Dimon, Ceo di JP Morgan. Marco Montemagno - Imprenditore e digital influencer "Bitcoin è solo un granellino nell'oceano che è blockchain. Tutto il mondo finanziario sa perfettamente che siamo di fronte ad un nuovo protocollo che può cambiare il mondo della finanza. Jamie Dimon e altri fanno queste affermazioni perché devono fare come sempre fatto in questi casi: screditare, ostacolare, fare lobby, regolamentare? il tutto per prendere tempo ed organizzare la loro migrazione verso il nuovo protocollo. Con un unico obiettivo: continuare a rimanere in sella."
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