Sabato, 31 Luglio 2021
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Bibì e Bibò, la storia delle gattine allattate da una cagnetta. Una di loro investita e salvata dal passaggio di una veterinaria

"Bibì e Bibò nascono il 30 Aprile 2017 nel porticato di casa mia ad Olmo. Sono figli di un'altra gattina di colore nero che l'ASL non ha fatto in  tempo a sterilizzare". Inizia così la storia di due gattine che hanno conquistato il cuore degli...

bibi e bibo

"Bibì e Bibò nascono il 30 Aprile 2017 nel porticato di casa mia ad Olmo. Sono figli di un'altra gattina di colore nero che l'ASL non ha fatto in tempo a sterilizzare". Inizia così la storia di due gattine che hanno conquistato il cuore degli aretini. A raccontarla con parole che arrivano dirette dal cuore è il loro proprietario, Simone Mannelli, con una lunga lettera che vi proponiamo.

Ma perché Bibì e Bibò hanno strappato l'affetto di tanti? Perché la loro storia, benché cominciata meno di un anno fa è stata fin da subito in salita. Perché per la prima volta sono state salvati dal provvidenziale amore di una cagnetta che li ha allattati dopo la morte della mamma e di due fratellini per avvelenamento. Perché una delle due, Bibò, è stata investita e lasciato per strada in fin di vita: ma mentre i proprietari correvano a prenderla, un'auto si è fermata e l'ha portata via. Alla guida c'era una persona dal cuore grande, una veterinaria, che ha fatto di tutto per salvarla e ci è riuscita.

E perché dietro a questa storia ci sono una meravigliosa famiglia, che ama i gatti, e meravigliosi amici che di persona e tramite Facebook si sono prodigati.

Ed ecco la storia di Bibì e Bibò raccontata attraverso le parole della loro famiglia umana:

Casa mia è diventata una piccola colonia e l'unico sistema per controllare la popolazione di gatti è quella di farli sterilizzare, siamo registrati come "gattari".

Capita infatti che ogni anno ci sia almeno una cucciolata di mici che diamo in adozione a parenti ed amici oppure a conoscenti anche grazie al gruppo "SEI DI AREZZO SE " Se all'inizio è facile piazzare i cuccioli dopo qualche anno diventa quasi impossibile e di certo non possiamo tenere decine di gatti .

Il problema più grande è la vicinanza alla strada detta "Ristradella", una via parallela alla SR 71 dove la gente ama sfrecciare molto oltre i limiti consentiti. Abbiamo già perso 3 mici investiti da gente che non se ne è neanche accorta ...che è un modo gentile di dire che non si sono neanche fermati per vedere le condizioni del povero animale investito .

Torniamo a Bibì e Bibò, nascono in quattro , noi diamo da mangiare alla mamma che però è molto schiva e protettiva , ci limitiamo a farle trovare un comodo rifugio ricavato da un cartone imbottito e del cibo fresco ogni giorno .

Purtroppo un giorno la troviamo sdraiata con i cuccioli sopra, non si muove, è morta.

Parte così la corsa per salvare i cuccioli , grazie all'amico Fabio Goti rimediamo un piccolo biberon e con del latte apposito ogni 4 ore diamo da mangiare ai gattini: giorno e chiaramente notte .

Nel frattempo chiediamo aiuto via Facebook e contattiamo i vari veterinari ma è il Week End e non è facile .

Risponde all'appello la signora Maura Ignazi che ha una cagnetta che sta allattando. Portiamo quindi i piccoli da lei e per il successivo mese sarà la piccola Luna ad allattare i mici assieme ai suoi quattro cuccioli di cane .

Due non superano la prima settimana, la mamma sembra sia morta per avvelenamento e forse ha trasmesso il veleno anche ai mici .

Bibì e Bibò ce la fanno, li riprendiamo che hanno iniziato lo svezzamento, mangiano il cibo per cuccioli e giocano tutto il giorno, sono l'allegria della casa .

Il nome Bibì e Bibò è il nome generico che abbiamo dato a quasi tutti i nostri gatti appena nati , viene da delle strisce/fumetti che leggevo da piccolo e che narravano le divertenti avventure di due fratelli .

Arrivata la bella stagione i gatti sono lasciati liberi di giocare in giardino non senza preoccupazione .

Ne abbiamo persi altri investiti lungo la strada ma il gatto è un animale libero non può stare sempre chiuso in casa .

Arriviamo senza preoccupazioni ad una sera di metà gennaio , il compleanno di mia figlia Margherita anche lei appassionata di gatti .

Mi telefona mia moglie Simona in lacrime dicendo che Bibo (ha perso l'accento crescendo ) è stata investita ed è lungo la strada , sta parcheggiando per raccoglierla.

Io sto tornando a casa , sono le 19.50 circa , quando arrivo in prossimità dell'accaduto cerco con i fari il gatto ma non lo vedo , penso che mia moglie lo abbia già raccolto e le telefono per sapere dov'è dato che a casa non c'è nessuno .

Mi risponde che il gatto è stato portato via da una macchina grigia e che sono partite con mia figlia per tentare di capire chi e perché ha fatto quel gesto .

Nel frattempo faccio un post nel gruppo "SEI DI AREZZO SE " chiedendo la restituzione del gatto almeno per seppellirlo .

Parte il tam tam dei contatti con un seguito inaspettato al mio post che però da i suoi frutti : alle 22.00 circa veniamo contattati dalla signora Marta Batti , veterinaria della clinica "Santa Lucia" di Cesa. La sua collega Rossella Benigni è la persona che ha raccolto Bibo che non era morta ma in condizioni molto gravi .

Invece di abbandonarla, come ha fatto l'investitore, la signora Benigni si ferma, controlla che il micio sia ancora vivo e rinunciando ad una serata tranquilla si prodiga per salvargli la vita.

La notizia che Bibo è ancora viva ma in pericolo di vita suscita una nuova ondata di contatti su facebook , la gente si appassiona alla storia di questo gatto allattato da un cane e già miracolosamente sopravvissuto .

Il tempo passa e gli aggiornamenti sono quotidiani, Bibo passa i primi 2 giorni, si rialza, inizia a mangiare ma qualcosa non funziona: non ci vede ed è molto disorientata,

Passata una settimana la riportiamo a casa avendo cura di seguire tutti i suggerimenti per gli animali non vedenti .

Ad oggi possiamo dire che Bibo ce l'ha fatta , gioca e corre come se ci vedesse e solo i gradini delle scale in discesa le sono ancora un po' infidi .

Sua sorella Bibi ci dorme assieme , gli altri gatti prima diffidenti per la loro natura territoriale sembra che abbiano capito l'handicap della loro compagna e non le soffiano o ringhiano contro , si fanno annusare e poi si spostano lasciando Bibo libera di passare o di sdraiarsi per il pisolino rituale.

Chiaramente non la lasciamo libera di andare in giardino per paura che finisca per strada ma le volte che ce la mandiamo lei corre e si arrampica negli alberi come se ci vedesse , è solo una questione di prendere confidenza con l'ambiente .

Un grazie di cuore a tutti quelli che si sono interessati e prodigati per questi animali , un ringraziamento davvero speciale alle signore Marta Batti e Rossella Benigni per la generosità e competenza nel soccorrere e prestare le prime cure a Bibo , di sicuro si sono assicurate dei nuovi clienti con questo gesto generoso. Grazie ancora .

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