Betadue e il suo marchio Tuttibuoni al mercato metropolitano di Londra

La cooperazione sociale di tipo B, quella per gli inserimenti lavorativi delle persone svantaggiate, arriva nel cuore di Londra. Betadue, con il suo marchio nel settore alimentare – Tuttigiorni – sarà presente all’edizione 2018 del Mercato...

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La cooperazione sociale di tipo B, quella per gli inserimenti lavorativi delle persone svantaggiate, arriva nel cuore di Londra. Betadue, con il suo marchio nel settore alimentare – Tuttigiorni – sarà presente all’edizione 2018 del Mercato Metropolitano di Londra che si aprirà lunedì prossimo, 24 settembre

“Porteremo una selezione della migliore cucina di una parte fondamentale della Toscana: quindi Firenze e Arezzo ma anche Valdarno e Casentino – annuncia Simone Cipolli che per Betadue ha curato la “trasferta” londinese. Lasagne, pappa al pomodoro, tortelli alla lastra del Casentino. Dal giovedì alla domenica offriremo anche altri piatti, uno diverso al giorno: ribollita, pici all’anatra, ravioli. Non mancheranno il vino e l’olio: vino bianco dell’Azienda Agricola Baldi e l’olio dell’associazione produttori del Pratomagno. I tortelli saranno quelli fatti a Corezzo in collaborazione con la Proloco”.

Il Mercato Metropolitano di Londra ha avuto 2 milioni di visitatori nel 2017 e punta a valorizzare in modo particolare le produzioni artigianali, locali e a chilometro zero.

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“Betadue – ricorda il presidente Gabriele Mecheri – ha da tempo allargato le sue attività anche all’agricoltura e alla piccola produzione alimentare. Abbiamo attivato un orto sociale in collaborazione con la Snam, valorizziamo le esperienze nel settore agricolo della cooperazione di tipo B. Infine abbiamo creato un nostro marchio di prodotti alimentari a chilometri zero con il quale saremo presenti a Londra: Tuttibuoni. Tutto questo nella convinzione che il settore agricolo e alimentare possa rappresentare una doppia opportunità: da una parte il potenziamento e la qualificazione degli inserimenti lavorativi e dall’altra la collaborazione e quindi la valorizzazione dei produttori locali che spesso hanno difficoltà a trovare un mercato che possa rappresentare lo sbocco alle loro produzioni”.

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