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Ci pensa Patrizio. Acquistato il ristorante La Capannaccia, la gestione torna alla famiglia Ottaviani

Operazione da circa 600mila euro. Bertelli in passato era intervenuto anche per rilanciare il Caffè dei Costanti, la Buca di San Francesco e la storica edicola di piazza San Jacopo

Il 27 dicembre di un anno fa l'annuncio della chiusura di un locale che ha segnato la storia di Arezzo: "Cari clienti, cari amici, con commozione la famiglia Ottaviani vi saluta". Poche ma accorate parole che mettevano fine all'attività de La Capannaccia, dal 1967 punto di riferimento per generazioni di aretini, tempio della buona cucina in cima alla salita di Campriano, alle porte della città. A oggi quel post pubblicato sulla pagina facebook del ristorante, e firmato da Urbano, Maria, Ilaria e Cristina, resta l'ultimo della timeline. Recitava così: "Abbiamo condiviso con voi le gioie della tavola accompagnate dal nostro camino sempre acceso, abbiamo visto nascere e crescere i vostri e i nostri figli, abbiamo fatto un percorso meraviglioso che, senza di voi, non sarebbe stato possibile. Ci piace pensare di lasciare un piacevole ricordo, che sia un sapore, un sorriso, un'emozione. Vi abbracciamo idealmente uno ad uno, con affetto".

A un anno di distanza le difficoltà legate ai costi di gestione sempre più onerosi sono destinate a dissolversi nell'aria come il profumo del risotto ai funghi o della carne alla brace, cavalli di battaglia del menu. Patrizio Bertelli, che della Capannaccia era un assiduo frequentatore, ha rilevato il locale per una cifra che, come riporta anche il Corriere di Arezzo, si aggira sui 600mila euro e la famiglia Ottaviani tornerà al suo posto, ai fornelli e dietro ai tavoli, per il secondo tempo di una partita riaperta e tutta da giocare.

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Il presidente del gruppo Prada aggiunge così un altro fiore all'occhiello della giacca. Nei mesi scorsi era intervenuto con le sue società per sanare situazioni critiche legate ad attività dal grande valore imprenditoriale, simboli di vita sociale: il Caffè dei Costanti (riapertura prevista nel 2024) è stata l'operazione più eclatante dal punto di vista dell'immagine e dell'impatto mediatico, ma ha destato scalpore anche l'acquisto della Buca di San Francesco, ristorante già tornato in auge e dove avevano sostato personaggi di spicco come Charlie ChaplinSalvador Dalì. Alla lista si è poi aggiunta l'edicola di piazza San Jacopo, gestita da Piero Scartoni, che ha scongiurato la chiusura dopo 70 anni di onorato servizio.

In passato a Patrizio Bertelli, nato e cresciuto in pieno centro storico, i suoi concittadini avevano rimproverato scarso attaccamento alle vicende aretine, come se il cordone ombelicale fosse stato reciso in maniera definitiva. Adesso, forse, dovranno cambiare idea.

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