"La scuola non ha i numeri, va chiusa", battaglia di sindaci e genitori contro la Regione per salvare un istituto di montagna

Una vicenda che va avanti da quasi 10 anni e che oggi vede contrapposti i comuni coinvolti e la conferenza zonale da un lato e la Regione Toscana dall'altro. 

E' una scuola arroccata sulle montagne di Sestino e Badia Tedalda. Ha tre plessi, uno dei quali a Ca' Raffaello. Ma secondo la  Regione non ha i numeri per rimanere aperta e deve essere accorpata agli istituti di fondovalle. Una vicenda che va avanti da quasi 10 anni e che oggi vede contrapposti i comuni coinvolti e la conferenza zonale da un lato e la Regione Toscana dall'altro. 

A prendere le difese dell'Istituto Comprensivo Lucio Voluseno è innanzitutto il Comune di Sestino. Ed è proprio il sindaco Marco Renzi a raccontare cosa sta accadendo e cosa è stato deliberato dalla Conferenza zonale: 

"E' evidente che la montagna, la sua scuola, se la debba tenere stretta così com'è - scrive Renzi in una lunga nota - Il presidente della Conferenza Gabriele Marconcini ha illustrato ai presenti lo stato dell’arte fornendo spunti e riflessioni in presenza del provveditore Roberto Curtolo che a sua volta ha fornito dettagliati resoconti e un quadro chiaro della situazione. I numeri non ci sono e Sestino e Badia devono aggregarsi ad una scuola del fondovalle. Tuttavia, è evidente, non ci sono le condizioni, e la scuola di montagna deve rimanere così com’è, anche se i numeri non raggiungono la soglia minima per l’autonomia. Questa, in sintesi, la posizione di Sestino, rappresentato dallo scrivente Sindaco e dal capogruppo di minoranza consiliare. Posizione ribadita in conferenza zonale per l’istruzione e in linea con la posizione dell’Amministrazione comunale di Badia Tedalda, rappresentata dal Sindaco Alberto Santucci e dal vice-Sindaco Ivano Sensi".

All'istituto comprensivo dunque mancherebbero i numeri e rischia la chiusura e lo spostamento del servizio. In aiuto ai sindaci è arrivata anche una lettera della neo presidente della Provincia Silvia Chiassai nella quale "sottolinea l’importanza del mantenimento dei presìdi educativi nelle aree periferiche. Del resto, la Provincia ha sempre sostenuto l’autonomia dell’Istituto comprensivo Voluseno di Sestino e Badia Tedalda, fin da quando nel 2012 vi fu nottetempo un tentativo di accorpamento col comprensivo di Anghiari. Rispedito al mittente grazie alla Provincia, ai sindacati e ad una raccolta di firme dei genitori di Sestino".

Stando a quanto emerso in conferenza zonale, inoltre, le scuole di fondovalle "non ne vogliono sapere di un eventuale accorpamento, perché non vi sono sufficienti rassicurazioni in merito ai posti di lavoro, specialmente del personale Ata e delle segreterie. 
Ci stiamo battendo da quattro anni per portare in montagna servizi e risorse col megaprogetto delle Aree Interne, i cui primi effetti cominciano a vedersi proprio ora col progetto “nidi di montagna” sia a Sestino che a Badia Tedalda. Siamo all’inizio di un percorso nato in montagna e che dalla montagna occorre continuare a governare. Da una parte la Regione investe, investe l’Europa, investe lo Stato sulla fascia appenninica più debole. Dall’altra si tolgono servizi e si allontanano i centri decisionali dalle comunità sparse, relegandole così ad essere ancora più sparse?"

L’esito dei lavori della Conferenza zonale, dunque restituisce un unico punto votato all’unanimità: mantenimento dello stato attuale e salvaguardia dell’istituto comprensivo Voluseno, almeno fino a messa a regime del progetto Aree Interne. 

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La parola passa alla Regione.

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