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Il cardinale Bassetti

Il cardinale Bassetti

"Guardare messa non è celebrarla". Il cardinale Bassetti: "Riprendiamo le celebrazioni in sicurezza"

Nella lettera settimanale di collegamento del cardinale Bassetti alla comunità diocesana di Perugia e Città della Pieve l'auspicio alla ripresa delle messe

"Riaprite le chiese rispettando le misure di sicurezza". E' in estrema sintesi l'invito del cardinale Gualtiero Bassetti, ex vescovo di Arezzo, oggi della diocesi di Perugia - Città della Pieve, ma anche e soprattutto presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), l'assemblea permanente dei vescovi italiani che oltre ad indicare l'orientamento nel campo dottrinale e pastorale mantiene i rapporti con le pubbliche autorità dello Stato italiano.

Nella lettera settimanale alla comunità diocesana Bassetti sottolinea come la Chiesa abbia accettato la decisione di non celebrare messe quando il contagio da Coronavirus in Italia 'era più che reale'. Per certi versi il cardinale loda anche la generosità e l'inventiva di alcuni fedeli che si sono adoperati, anche con coraggio, per far celebrare ai propri sacerdoti messe in diretta streaming. Un fenomeno che ha coinvolto anche l'Aretino, soprattutto in occasione della settimana santa. Celebrazioni in chiese vuote e sacerdoti solitari, a cominciare dallo stesso papa Francesco.

"Ma 'guardare' la messa non è celebrarla - scrive il cardinale Bassetti - Messe senza popolo, popolo senza messa. Si è cercato di puntare sulla maturità e sulla responsabilità del popolo cristiano, sulla sua capacità di meditare e di accogliere e celebrare la parola di Dio e di pregare anche la Liturgia delle Ore".

«Riprendiamo le celebrazioni di battesimi, matrimoni e funerali»

Da qui l'invito o per meglio dire la richiesta di inserire anche le chiese nella 'Fase 2', quella delle riaperture e della convivenza con il virus. Ovviamente Bassetti è consapevole che dovranno essere adottate delle misure di sicurezza.

"E' arrivato il momento di riprendere la celebrazione dell'Eucarestia domenicale e dei funerali in chiesa, oltre ai battesimi e a tutti gli altri sacramenti - prosegue il cardinale nella lettera - naturalmente seguendo quelle misure necessarie a garantire la sicurezza in presenza di più persone nei luoghi pubblici".

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