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Un bar nell'ex corpo di guardia alla Cadorna

In consiglio comunale la presentazione e il dibattito non senza alcune polemiche

Futuro commerciale per l’immobile che ospitava il corpo di guardia alla ex caserma Cadorna. Il consiglio comunale su proposta dell’assessore Alberto Merelli ha infatti destinato il fabbricato ai beni patrimoniali disponibili da adibire ad attività di somministrazione di alimenti e bevande. Un bar quindi.

Tramite una procedura di evidenza pubblica verrà individuato un concessionario, un conduttore o un assegnatario che potrà gestirlo con l’obbligo di provvedere agli interventi di manutenzione straordinaria necessari all’adeguamento, al recupero e alla valorizzazione. I costi delle opere suddette saranno a carico dello stesso che potrà tuttavia scomputarli dai canoni di concessione fino all’importo di 300.000 euro.

Nel dibattito sono emerse le critiche delle opposizioni: per Michele Menchetti “il sito dove nascerà l’ennesimo luogo per bere e mangiare andrebbe attenzionato per altre ragioni e mi riferisco alla querelle del nuovo Centro per l’impiego di cui a oggi non c’è traccia e rispetto al quale nessuno mi fornisce risposta”.

Per Alessandro Caneschi e Francesco Romizi emerge “la contraddittorietà tra un percorso partecipativo molto sbandierato e lanciato nei mesi scorsi sulla Cadorna e seguito da scelte come questa che dimostrano solo unilateralità da parte dell’amministrazione comunale”.

Per Valentina Sileno “è impensabile credere a un bar come presidio di sicurezza. I bar generalmente chiudono a una certa ora e la piazza si ritroverà ‘al buio’ almeno durante la notte. Quanto poi tali locali funzionino come presidi avrei qualcosa da eccepire visto il destino di piazza della Badia che ne è piena ma vive la situazione che tutti conosciamo”.

Per l’assessore Francesca Lucherini “se di riqualificazione della piazza dobbiamo parlare, è anche necessario mettere dei punti fermi che restituiscano decoro, senso di sicurezza e vivibilità di un’area nata come piazza d’armi e destinata a diventare piazza urbana. È una metamorfosi che comporta il superamento dell’attuale configurazione architettonica. In merito al percorso partecipativo, sono contenta che quell’opportunità sia stata colta andando ad arricchire il progetto di città di questa amministrazione. Vogliamo una Cadorna dal volto rinnovato, individuando spazi e funzioni: la destinazione per l’edificio in questione ci pare in merito adeguata”.

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