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Verso il bando per le mense scolastiche, la giungla dei buoni pasto non rimborsabili 

L'atto di indirizzo approvato dalla giunta ha dato mandato agli uffici di predisporre il bando per i prossimi 3 anni, ma intanto scoppia il caso dei buoni pasto

Il trasporto dei pasti dalle cucine alle scuole

Al 31 luglio prossimo scade la concessione della refezione scolastica nel Comune di Arezzo, vinta a suo tempo da Elior, multinazionale della ristorazione collettiva che ha una sede anche ad Arezzo. Dopo la battaglia per evitare sia il project financing che la costruzione immediata di un centro unico di cottura portata avanti dal Comitato Giù Le Mani dalle Mense, il comune ha cambiato strada.

Non ci sarà il meccanismo pubblico privato di costruzione della supermensa e allo stesso tempo sarà aperto un nuovo bando di tre anni per la gestione delle mense scolastiche dagli 0 anni e fino alle scuole medie.

La giunta si è già espressa, approvando con i voti dei presenti, tutti tranne Nisini, Magi e Merelli, l’atto di indirizzo per il servizio di ristorazione scolastica per il triennio 2019/2022.

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Gli uffici sono al lavoro per costruire e far uscire il bando in tempi utili e allo stesso tempo all'entrata delle scuole è apparso l’annuncio del Comune che spiega che "non sapendo quale ditta si aggiudicherà il nuovo appalto, la nuova concessione sarà attiva presumibilmente dall’8 settembre 2019 e le iscrizioni non potranno essere effettuate prima della data del 1 settembre." Un lasso di tempo molto più stretto rispetto agli anni passati, visto che il primo giorno di scuola elementare è fissato per il 16 settembre prossimo, mentre le materne e i nidi entrano almeno una settimana prima.

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Ed è qui che si apre la questione buoni mensa. Sono i tagliandi, venduti a blocchetti di 10 che sono utilizzati dai bambini che hanno aderito alla mensa aggiuntiva, che pranzano a scuola, dove è previsto il servizio, anche nei giorni dove non hanno il prolungamento dell'orario o il rientro, ed escono così alle 14,00.

Costano 4,86 euro l'uno e non sono rimborsabili, come è scritto in piccolo in una clausola del modulo di iscrizione. Nessuna comunicazione scritta è arrivata ai rappresentanti di classe o a quelli della mensa in merito al fatto che da settembre potrebbero non essere più vailidi. Così non poche famiglie si stanno ritrovando con i buoni mensa, in mano, già pagati, ma forse non più utilizzabili. Lo hanno saputo grazie ad alcuni che sono andati nelle segreterie per ritirare altri buoni e sono stati avvertiti verbalmente. Tante le telefonate e le email di chiarimento che sono partite in uqesti giorni nei confronti di Elior e del Comune di Arezzo, titolare del servizio delle mense. Ma una soluzione non sembra esserci, se non quella casalinga, organizzata dalle famiglie stesse che si stanno incontrando e cedendosi i buoni a vicenda, da chi ne ha in più a chi li ha già terminati prima della fine della scuola.

Ma un buon numero comunque pare che avanzerà. E il loro possibile utilizzo dipenderà da chi vincerà il bando, ma non solo.

Intanto, viste le mutate condizioni, è da capire se Elior possa ancora essere interessata economicamente a presentarsi per un bando di 3 anni, quando pochi mesi fa aveva invece presentato il progetto per la realizzazione di un centro unico di cottura da gestire pe ralmeno 20 anni.

Cosa conterrà la concessione?

La concessione prevederà l'uso di 14 cucine, le attuali aperte, in comodato gratuito, dove si preparano indistintamente pasti per le diverse tipologie di utenza (dall'asilo nido alla scuola primaria di secondo grado) al fine di garantire rispetto dei manuali di autocontrollo nonché della qualità dei pasti

I numeri previsti per il bando

La concessione rigurada gli alunni delle scuole dell'infanzia statali per circa 171.000 pasti annui (compresi i pasti dei docenti che hanno diritto al pasto), delle scuole primarie per circa 205.000 pasti annui, delle scuole secondarie per circa 15.380 pasti annui di competenza del Comune di Arezzo.

Gli altri servivi a bando

Nell'ambito dell'affidamento è ricompresa: La relativa applicazione delle tariffe, stabilite dall'amministrazione Comunale, in base alla situazione reddituale/ sociale delle famiglie degli alunni fruitori del servizio; La conseguente riscossione diretta dei proventi dovuti per la fornitura dei pasti compreso il controllo delle situazioni di morosità e il recupero crediti. la manutenzione e/o sostituzione e/o implementazione di tutte le attrezzature e gli utensili utilizzati per lo svolgimento del servizio; L'acquisto ad integrazione e/o sostituzione di tovaglie, piatti, posate.

Nonché l'affidamento in appalto delle seguenti attività:  il servizio di fornitura pasti e gestione amministrativa/contabile delle rette riferite agli utenti dei nidi per circa 72.000 pasti annui e delle scuole dell'infanzia comunali per circa 75.000 pasti annui; la rilevazione presenza e prenotazioni pasti; la fornitura di pasti al personale docente e non docente (dei nidi, delle scuole dell'infanzia comunali, delle scuole dell'infanzia statali, primarie e secondarie di primo grado) autorizzato a consumare pasti per circa 13.000 annui; la fornitura periodica e diretta di derrate alimentari necessarie per la preparazione di colazioni, merende presso alcune strutture scolastiche;  la gestione amministrativa/contabile relativa alle rette dovute dagli utenti degli asili nido, delle scuole dell'infanzia comunali e del servizio di trasporto scolastico (il servizio di trasporto viene effettuato direttamente dall'Amministrazione Comunale); 

Al concessionario il comune chiede anche di disporre un centro lavaggio esterno alle strutture comunali dove quotidianamente devono essere lavate tutte le stoviglie, piatti, bicchieri e contenitori termici previsti per l'espletamento del servizio;

Il valore economico

Il valore della nuova concessione per il triennio 2019/2022 è fissato in € 8.001.693,54 (IVA esclusa), di cui € 4.723.504,38 a titolo di costo della manodopera; l'importo posto a base di gara per le prestazioni con costi a carico dell'amministrazione nel periodo contrattuale è pari a € 2.402.892,91 (Iva esclusa) di cui € 2.250,40 relativi al costo della sicurezza derivante dai rischi di natura interferenziale (DUVRI) non soggetti a base d'asta;
L'importo soggetto a ribasso è pari ad € 2.400.642,51.
 

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