Banca Etruria, oggi protesta dei risparmiatori in centro. Il procuratore Rossi al Csm

Da un lato l'attesa per sapere se partirà la commissione d'inchiesta sul sistema bancario, dall'altro una nuova protesta dei risparmiatori che si sono uniti nel comitato "vittime del salva-banche". E' una giornata intensa, durante la quale ci...

AREZZO BANCA ETRURIA

Da un lato l'attesa per sapere se partirà la commissione d'inchiesta sul sistema bancario, dall'altro una nuova protesta dei risparmiatori che si sono uniti nel comitato "vittime del salva-banche". E' una giornata intensa, durante la quale ci sarà anche l’audizione del Pm Roberto Rossi davanti al Consiglio superiore della Magistratura che deve valutare l’apertura di una procedura per trasferimento d’ufficio. Tre fronti caldi dunque sulla vicenda Banca Etruria, che si affiancano a quelli delle inchieste aperte dalla magistratura aretina.


PROTESTA

A partire dalle 8,30 circa, i membri del 'Comitato vittime del salva-banche' (che proprio in questi giorni si stanno unendo in una associazione) partiranno con il volantinaggio in corso Italia, di fronte alla sede della Banca. Una protesta, si legge nel volantino "contro le truffe perpetrate dalla vecchia banca Etruria ai danni dei propri clienti risparmiatori" e "contro l'indolenza della nuova banca Etruria nel trovare una soluzione per le vittime di questa criminale manovra". Il presidio, si annuncia, andrà avanti fino alle 16,30.

Ad innescare questa nuova protesta anche una comunicazione delle 4 good bank arrivata nei giorni scorsi, nella quale si spiega che è stato "ulteriormente accertato che in linea con la direttiva europea del Bail-In e con la norma italiana di recepimento, le Nuove Banche non sono titolate ad attivare nuove azioni di responsabilità e al contempo non possono essere oggetto di azioni da parte dei precedenti azionisti ed obbligazionisti subordinati".

E proprio su questo aspetto si sofferma oggi anche il Corriere della Sera: gli obbligazionisti subordinati avranno diritto al risarcimento. Ma potranno attingere al Fondo di solidarietà - con limiti molto ristretti - o rifarsi sulle vecchie banche, che però non hanno più soldi in cassa. Non potranno chiedere risarcimenti alle nuove banche.

"Non ci spaventano queste dichiarazioni - si legge nel comunicato dei risparmiatori - sulla presunta inattaccabilità delle good banks; saranno i giudici a stabilirlo, vi inonderemo di cause, a tutti i membri dei nuovi e vecchi Cda, ai commissari di Bankitalia e a tutti gli organi apicali coinvolti. Da domani i presidi si spostano nelle vostre sedi, pacificamente le visiteremo una ad una, per poi tornare a palazzo Koch. Fino al raggiungimento del nostro obiettivo, senza sosta".



AUDIZIONE DAL CSM

Intanto sarà una giornata importante anche per il Pm Roberto Rossi, che sarà ascoltato dal Consiglio superiore della Magistratura. Alle 12 Rossi si troverà di fronte alla prima commissione e avrà l'opportunità di spiegare la sua posizione. Stimato per il suo operato, il procuratore sarò chiamato a chiarire alcuni aspetti legati al rinnovo del suo incarico e del suo operato per il Governo. Una situazione delicata che, stando a quanto riportato da Sole 24 Ore, il Csm vuole chiarire in tempi brevi. Talmente ristretti da convocare il pm in un periodo festivo.



COMMISSIONE D'INCHIESTA

Tempi lunghi invece sembrano prospettarsi per la commissione d'inchiesta sul sistema bancario chiesta con un ddl presentato da 42 senatori del Pd. Il Quirinale non si è pronunciato sull'argomento che è di competenza parlamentare, ma secondo quanto riportato da Sole 24 Ore "ha espresso preoccupazione per i rischi sistemici di iniziative che possano delegittimare istituzioni importantissime per la tenuta del Paese, come per esempio la Banca d’Italia, soprattutto in questa fase di sfiducia verso il mondo delle banche".


Alla proposta del Pd poi si aggiungono quelle di Fi - che ha già presentato un suo ddl in cui si propone di circoscrivere l’"inchiesta" alle vicende delle quattro banche popolari - quella presentata dal capogruppo di Cr Cinzia Bonfrisco, che vorrebbe indagare sull’attuale sistema di "regole e controlli" e, infine, quella del gruppo delle Autonomie.


Tutto dunque pare essere rimandato alla riapertura dei lavori parlamentari. Due le possibilità: o approvare il ddl istitutivo della commissione d’inchiesta in sede deliberante, ovvero attraverso la sola approvazione della commissione, senza il voto dell’Aula, e in due mesi potrebbe essere istituita; oppure per ponderare ancor di più la scelta, per dirla con il Sole 24 Ore "potrebbe non bastare quel che resta della legislatura".



Aggiornato alle 8,24 del 28 dicembre
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