Giovedì, 18 Luglio 2024
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Comune emiliano registra bimbo di una coppia gay dell'Aretino. "Finora era un fantasma"

"Quando Pierfilippo e Nino, i suoi genitori, mi hanno raccontato la loro storia non mi è stato possibile restare indifferente", ha detto la prima cittadina di San Lazzaro Isabella Conti

Il Comune di San Lazzaro di Savena, in provincia di Bologna, ha registrato il figlio di una coppia gay, proveniente dalla provincia di Arezzo. Il piccolo ha 16 mesi e finora per lo Stato italiano semplicemente non esisteva. Era "un fantasma nel nostro ordinamento", come ha scritto la prima cittadina del municipio sanlazzarese. I genitori, finora, non erano infatti riusciti a far trascrivere l'atto di nascita. E così dall'Aretino si sono spostati in Emilia. Da ieri, mercoledì 13 dicembre, il bambino esiste anche formalmente, è stato registrato. Per la sindaca di San Lazzaro di Savena, Isabella Conti, si è trattato di "una questione morale".

Le parole di Isabella Conti

"Quando Pierfilippo e Nino, i suoi genitori, mi hanno raccontato la loro storia - ha scritto sui social la prima cittadina - non mi è stato possibile restare indifferente. Oggi nel nostro Paese, i figli delle coppie omogenitoriali subiscono una contrazione dei loro diritti che può condannarli per sempre a non avere tutele e a non poter far valere il proprio status di figli nei confronti di coloro che hanno deciso di farli venire al mondo. Questo perché ad oggi l’unico strumento attraverso il quale un genitore intenzionale può riconoscere un figlio è quello dell''adozione in casi particolari', istituto giuridico assolutamente inidoneo sia perché nasce per disciplinare esclusivamente aspetti economici tra adottante e adottato sia perché per ottenere la pronuncia del tribunale passano anni. Anni nei quali tutto può succedere, dalla morte del genitore biologico (che condannerebbe il bambino ad essere affidato agli assistenti sociali, ad una casa famiglia o a un istituto perché ancora non si è perfezionato il rapporto adottivo con il genitore intenzionale), fino alla morte del genitore intenzionale. In quest’ultimo caso, tra l’altro, il bambino perderebbe per sempre la possibilità di essere riconosciuto come figlio e non potrebbe nemmeno essere riconosciuto come erede, perché l’adozione può essere agita solo dall’adottante nei confronti dell’adottato e mai viceversa".

Gli altri presenti

Insieme alla sindaca e alla famiglia, c’erano anche Stefania Bonaldi, ex sindaca di Crema tra le prime a registrare negli anni passati anche famiglie non residenti, e Maurizio Giancani, referente delle Famiglie Arcobaleno per Emilia-Romagna e Marche.

"Tutti dovremmo scegliere la strada che metta al centro i più fragili e cioè i bambini, prevedendo per loro la massima tutela possibile, e dunque la doppia tutela genitoriale, così come previsto dalla nostra Costituzione. Sento ancora una volta l’urgenza di impormi una riflessione profonda per individuare i valori ai quali fare riferimento nell’esercizio delle pubbliche funzioni. Riflessioni che anche Stefania Bonaldi, già sindaca di Crema ha compiuto negli anni dei suoi mandati e che oggi ha scelto di essere al nostro fianco, in modo sia concreto che ideale. Di una cosa mi sono convinta: i bambini, da qualsiasi provenienza arrivino, meritano una speciale sensibilità e tutela in termini giuridici, etici, politici", ha aggiunto Conti.

E ha concluso così: "Oggi, nel nostro comune, questo bimbo viene registrato con il suo nome e con entrambi i suoi genitori, nella speranza che possa trascorrere insieme ai suoi papà, alle sue nonne e nonni, alle sue zie e zii, alla sua famiglia tutta - che lo ama sopra ogni cosa e vive per lui - un Natale e una vita serena".

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