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Autobus pieni e assembramenti alle fermate. Dindalini: "Capienza rispettata, ma serve cambiare i tempi delle città"

Negli autobus urbani la regola è avere una capienza massima dell'80%, nell'extraurbano possono essere occupati tutti i posti a sedere. Tante segnalazioni, ne abbiamo parlato con il presidente di Tiemme

Sono sempre più numerose le segnalazioni di casi in cui genitori o studenti lamentano un possibile sovraffollamento degli autobus. L'ultima arrivata è di una mamma che racconta del figlio che frequenta l'università a Siena e che da Arezzo parte tutte le mattine in pullmann per la città del palio rimandendo a bordo per un viaggio che dura circa un'ora e mezzo.

"Prima di salire controlli della temperatura praticamente zero" ma la cosa che agli occhi loro appare inaudita "è che non esiste nessun distanziamento all'interno dei suddetti pulmann, questo signifia che, via via che la gente sale, a fine corsa, i ragazzi sono assiepati uno accanto all'altro con buona pace del distanziamento. I controlli dove sono? Perché nessuno provvede? E' normale tutto questo?"

E' evidente che il campanello d'allarme di queste persone ha suonato e ha mostrato una sensibilità alta sul tema del distanziamento per evitare il diffondersi del Covid-19. Ma ci dicono che sia tutto in regola. Già perché chiedendo a chi è del settore ci è stato spiegato che va bene così, almeno secondo la legge.

"Le regole per il trasporto extraurbano prevedono che possano essere occupati tutti i posti a sedere e poi in media 3 o 4 persone in piedi nel corridoio - spiega il presidente di Tiemme Massimiliano Dindalini. Quella situazione, se ho capito bene è regolare secondo le norme attuali cioè seduti con la faccia rivolta in avanti e sempre indossando la mascherina. La circolare ci è arrivata intorno al 10 settembre, pochi giorni prima della riapertura delle scuole. Molto spesso quindi si può parlare di percezione di sovraffollamento, ma le presenze sono misurate anche nei percorsi urbani e non siamo mai sopra l'80% come prevede la prescrizione nazionale."

Certo è che anche dopo l'ultimo Dpcm sembra che una riflessione venga avviata anche a livello nazionale sulle capienze nei mezzi di trasporto pubblico. 

Per Dindalini i temi fondamentali da affrontare sono altri, per risolvere quello che secondo la norma non è un problema, ma che crea sicuramente momenti di apprensione, perché in altri contesti le regole imposte sono molto più stringenti.

"Intanto c'è da dire che anche volendo comprare altri autobus in Italia non sono disponibili, ordinandoli arriverebbero tra un anno e mezzo. Noi abbiamo messo in campo tutti i mezzi e abbiamo fatto ricorso anche ai privati per le corse bis. Ogni giorno monitoriamo la situazione e dalle verifiche quotidiane non ci risultano autobus oltre la soglia di capienza dell'80%. E quando si è verificato che alla fermata c'erano troppe persone che dovevano salire l'autista ha attivato la corsa bis, un autobus vuoto che nel giro di pochi minuti ha potuto far salire anche quegli utenti rimasti a terra. La soluzione migliore sarebbe quella di riorganizzare i tempi delle città, diluire di più gli ingressi e le uscite da scuola, evitando anche gli assembramenti, quelli sì che ci sono, alle fermate degli autonbus."

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