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Gli autisti: "Senza distanze di sicurezza all'interno dei bus sospendiamo il servizio"

Richiesta di incontro all'assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti della Toscana Vincenzo Ceccarelli e una lettera rivolta ai prefetti della Toscana

Richiesta di incontro all'assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti della Toscana Vincenzo Ceccarelli da parte dei sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal che rappresentano gli autisti e operatori del Tpl, il trasporto pubblico locale.

"Siamo ormai giunti ad un bivio, e da molti settori arriva la richiesta di anticipare le cosiddette riaperture. La ripresa - dicono i sindacati - è certamente uno dei punti a cui tutti noi dedichiamo più attenzione; allo stesso tempo, quindi, dobbiamo tenere presente che i modelli organizzativi precedenti non saranno più validi e che dovremo applicare rigorosamente i Protocolli di Sicurezza. Crediamo che il Tpl in questa fase debba e possa avere un ruolo ancora più strategico, se si affronta da subito il tema del trasporto persone. In questo momento storico che vede le città sgombre dal traffico privato, è vitale guardare al futuro provando a costruire un nuovo modello di mobilità urbana ed extraurbana. Il chiaro ed inequivocabile obiettivo di tutti deve essere quello di migliorare il servizio sensibilizzando i cittadini in modo tale che il mezzo pubblico venga utilizzato sempre di più e meglio, superando le prestazioni, sia in qualità che in quantità Ante Covid-19, utilizzando pure tutto il personale attualmente non impiegato in attività di assistenza ai passeggeri. Oggi però, in questa delicatissima fase di ripresa delle attività, il Tpl senza un adeguato livello di servizio rischia di non garantire lo standard di qualità e sicurezza che gli utenti si aspettano. Perdere passeggeri a favore del mezzo privato in questa situazione non solo sarebbe sbagliato, ma farebbe venire meno qualsiasi politica di incentivo dell’utilizzo del mezzo pubblico ad oggi messa in campo dalla Regione e dalle Amministrazioni Comunali in questi anni, rendendo perciò impossibile affrontare i temi sopra esposti".

Pertanto i sindacati chiedono un incontro urgente anche con il coinvolgimento delle aziende, viste le imminenti riaperture di tutti i settori produttivi, "in quanto riteniamo insufficienti i livelli di servizio programmati dalle imprese alle quali abbiamo chiesto di programmare il servizio No Scuola Invernale; mentre alla Regione Toscana chiediamo di utilizzare gli strumenti previsti dalart'l. 92 del decreto Cura Italia per l’erogazione delle risorse messe a bilancio per il servizio di Tpl per l’anno 2020 e a tutela delle intere retribuzioni dei lavoratori del settore. Siamo inoltre a ribadire l’esigenza di un attento controllo e verifica da parte delle strutture preposte alla salute e sicurezza dei cittadini sui mezzi di trasporto al fine di verificare che il distanziamento sociale di un metro su di essi, previsto dall’Ordinanza regionale n. 47 e dalle norme in essa richiamate, sia garantito e coerente con i numeri ammessi dalle aziende".

Alla nota di ieri recapitata all'assessore se ne aggiunge un'altra, di oggi, rivolta ai prefetti della Toscana, in cui le organizzazioni sindacali chiedono il controllo e il rispetto delle distanze all'interno dei mezzi. Senza una condizione di sicurezza garantita, spiegano i sindacati, i lavoratori sono invitati a sospendere il servizio.

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