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Il caso / Indicatore

Autista di bus in apprendistato costretto a fare il biglietto a bordo: l'azienda chiarisce. Ma è polemica

Il dipendente neo assunto era al fianco del conducente per apprendere il tragitto della linea urbana 2 di Arezzo, Autolinee Toscane difende l'operato del controllore: "Ha agito in maniera corretta". Il vice presidente del Consiglio regionale Casucci attacca: "Metodo che sa di sopruso"

Fa discutere il caso, riportato questa mattina da Arezzonotizie, del verificatore che ha costretto un dipendente di Autolinee Toscane a comprare un biglietto base da 1,50 euro per poter restare a bordo dell'autobus su cui era salito, affiancando un conducente, perché impegnato ad apprendere uno dei percorsi urbani di Arezzo essendo neo-assunto. L'azienda difende la scelta fatta dal controllore, ma il vie presidente del Consiglio regionale Marco Casucci attacca: "Metodi che sanno di sopruso".

Cosa è accaduto sulla linea 2 Arezzo-Indicatore

Secondo quanto ricostruito, il giovane dipendente sarebbe salito sul bus di linea 2 che collega Arezzo con la frazione di Indicatore ieri in tarda mattinata, in zona stazione ad Arezzo. All'altezza della fermata del parking Baldaccio è salito il verificatore di Holacheck, una ditta esterna che affianca i controllori di Autolinee Toscane nel controllo dei titoli di viaggio dei passeggeri. E così è scattata la verifica anche nei confronti del giovane neo assunto, che si trovava vicino all'autista: quest'ultimo gli stava spiegando il tragitto da percorrere e le fermate da fare. Il ragazzo, a cui è stato attivato un contratto di apprendistato, era fuori dall'orario di servizio e aveva deciso di impiegare il proprio tempo libero per conoscere meglio il percorso di alcune linee urbane aretine.

Autolinee Toscane difende l'operato del verificatore

"Sì, è accaduto un episodio del genere - puntualizzano da Autolinee Toscane - ma il verificatore di Holacheck stava facendo semplicemente il suo lavoro. Il dipendente con contratto di apprendistato è salito a bordo senza divisa e senza badge identificativo. Oltretutto con un cane al seguito. Quindi il verificatore ha semplicemente fatto il proprio dovere". 

Ma il sindacalista Alfonso Marzi di Uiltraporti, che aveva criticato l'operato del verificatore, dice: "Siamo di fronte a un giovane lavoratore, che ha voglia di apprendere. E lo fa fuori dall'orario di lavoro: un'iniziativa lodevole. E' vero che era senza cartellino, ma secondo me quel che è accaduto denota mancanza di buon senso".

Il caso in Regione

Il caso è approdato anche in Regione. A parlarne è il vicepresidente del Consiglio Regionale Marco Casucci, della Lega, che riguardo alla questione chiede "chiarezza". Dedicando anche un post facebook all'accaduto. "Il 'controllore' sale a bordo - scrive Casucci - e visto il giovane in borghese vicino all’autista in servizio gli chiede il biglietto. Ovviamente la risposta è 'sono in affiancamento'. Il verificatore non sente ragioni, prima vuole sanzionare con una multa la mancanza di titolo di viaggio, dopo la spiegazione dell’autista in servizio non eroga più la contravvenzione ma pretende il pagamento del biglietto. Tutto ciò senza dedicare una telefonata ad Autolinee Toscane per farsi confermare o meno la versione del neo assunto. La vicenda è davvero surreale, giova ricordare che una parte della retribuzione di questi 'controllori' esterni è data da incentivi sulle contravvenzioni comminate. Ora - a parte il rimborso del biglietto al giovane - non tanto per la somma di 1,5 euro quanto per il principio, occorre fare chiarezza in merito a codesti metodi che sanno di sopruso".

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