La visita a Piero, poi Augias illumina il Passioni Festival. Applausi per Staino

Il resoconto della giornata di ieri e il programma di quest'oggi della manifestazioni che anima l'arena Eden

Lucido, affilato come un rasoio, spaziando dalle miserie della politica più bassa alle vette dei grandi quesiti filosofici che da sempre, e oggi a maggior ragione, attanagliano l'umanità. Corrado Augias ha illuminato il palco dell'Eden nella seconda giornata dell'Arezzo Passioni Festival, seguendo un'altra mente brillante come quella di Sergio Staino, ora divertente, ora dissacrante, ora malinconico. Chiusura in grande stile, partecipatissima, con la serata evento “Passioni di area vasta”, ripresa dalle telecamere di Teletruria.

Ideata da Marco Meacci e realizzata con Mattia Cialini, la kermesse, in collaborazione con Officine della Cultura, è patrocinata dalla Regione Toscana e sostenuta da Atlantide Adv, Chimet, Feltrinelli Point Arezzo, Italpreziosi, ristorante La Pieve, Vogue Hotel, ristorante Antica Fonte, Ingram e Strada del Vino Terre di Arezzo (con la partecipazione delle cantine Il Borro, Fattoria La Striscia, Fabrizio Dionisio, I Vicini, Iviti, Famiglia Buccelletti winery Casali in Val di Chio, La Pievuccia, Buccia Nera, San Luciano, La Torre, Fattoria San Leo, Cantina dei vini tipici dell'Aretino e Fabbriche Palma).

Il pomeriggio di via Guadagnoli è partito con l'intervista di Enzo Brogi al vignettista Sergio Staino. La politica, la satira caustica, la genesi di Bobo, suo alter ego di carta. Staino ha parlato a cuore aperto, presentando il volume “Quell'idiota di Bobo. In difesa del buonismo nella vita, nella satira e nella vita”, edito da La Nave di Teseo. L'attualità politica, aneddoti del passato, l'ateismo e la “strana” collaborazione con Avvenire. Staino ha affrontato ogni argomento, non sottraendosi alla descrizione della propria condizione di cecità: “Ma non poteva diventare cieco Beethoven e sordo io?”

E' stato poi il turno dello scrittore, conduttore e giornalista Corrado Augias, che, intervistato da Mattia Cialini, si è addentrato nelle profonde questioni sollevate dal suo “Breviario per un confuso presente” (Einaudi). Augias ha raccontato del grande cambiamento in atto nel mondo per via della rivoluzione digitale, illustrando con semplicità stravolgimenti politici, economici, sociali. L'appiglio in questi tempi nebulosi? Il grande pensiero di filosofi del passato, come Spinoza e Montaigne, in grado di illuminare le strade che spesso, inconsapevolmente, stiamo imboccando, in balia di poche multinazionali tecnologiche che nel panorama economico contemporaneo hanno più peso di alcuni tra i maggiori stati occidentali. “E come può la politica italiana orientare il cambiamento in questo contesto? Può soltanto subirlo”. Gli italiani, i loro pregi e le loro debolezze, il tema di Dio, scomparso dai grandi dibattiti, religione e religiosità, l'etica degli atei e l'assenza della morte dal discorso pubblico: il viaggio, durato quasi un'ora, ha affrontato questi e molti altri argomenti, incantando l'attento pubblico, scioltosi nel finale in un sentito e caloroso applauso.

Grande chiusura a partire dalle 21,30. Sul palco, con il coordinamento del direttore di  Teletruria Luca Caneschi, si sono seduti Enrico Toti, esperto di Palio, Virginia Masoni, responsabile comunicazione Confindustria Toscana Sud e autrice di trasmissioni Tv sul Palio su Canale 3, Alessandro Bandecchi, che della Giostra è stato regista, Luca Veneri, ex giostratore, Marco Giustini, appassionato di storia della città di Arezzo e della Giostra. Gli ospiti hanno affrontato i temi della Giostra del Saracino e del Palio di Siena nell'anno in cui l'emergenza Covid ha cancellato le manifestazioni. C'è stato spazio per curiosi aneddoti, excursus storici, affinità e divergenze dei due appuntamenti che contraddistinguono e concorrono alla formazione delle identità delle città di Arezzo e di Siena. 

Il programma di oggi mercoledì 29 luglio all'Eden

Ore 21,30 - Simone Cristicchi presenta il libro “Abbi cura di me” (edizioni Sanpaolo), nell'ambito di un evento fra musica e parole, in compagnia del giornalista e scrittore Massimo Orlandi.

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