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Attività Casa delle Culture alla Fraternita: "Meno servizi senza risparmi, quante bugie"

"Si dice che le bugie abbiano le gambe corte. E così vengono rapidamente svelate." Così inizia una nota del Coordinamento delle associazioni della Casa delle Culture, chiusa ormai dal 31 maggio scorso. "La Giunta Comunale, com’è noto, ha chiuso...

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"Si dice che le bugie abbiano le gambe corte. E così vengono rapidamente svelate." Così inizia una nota del Coordinamento delle associazioni della Casa delle Culture, chiusa ormai dal 31 maggio scorso.

"La Giunta Comunale, com'è noto, ha chiuso l'esperienza della Casa delle Culture a decorrere dal 31 maggio scorso. La motivazione principale, sostenuta fin dall'inizio in tutte le comunicazioni e le discussioni in Consiglio Comunale e fuori, è stata, gli aretini lo ricorderanno, quella degli eccessivi costi che sarebbero diventati più contenuti attraverso la gestione diretta dei servizi da parte del Comune."

Tanti i commenti pubblicati in questo senso anche su Arezzo Notizie:

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"Adesso la Casa delle Culture è chiusa, quindi, penseranno gli aretini, con i servizi gestiti direttamente dal Comune questi soldi si risparmieranno. No."

Con delibera n. 301 del 31/05/2018, la giunta comunale affida il compito di gestire alcuni dei servizi presenti nella Casa delle Culture alla Fraternita dei Laici, con un'apertura dello sportello al pubblico inferiore a quella precedente (24 ore settimanali, contro le 33 precedenti) e a un costo di 101.870 euro annui; si è realizzato cioè un piccolo risparmio, ma il costo resta sostanzialmente analogo a quello precedente.

Non solo, ma con questa cifra sono pagate dal Comune, sempre sulla base del progetto approvato con la citata delibera, anche attività come doposcuola e corsi d'italiano che prima erano realizzate dalle associazioni senza oneri per l'Amministrazione e sono naturalmente cancellate tutte le attività delle stesse associazioni (laboratori, corsi per giovani e adulti, iniziative con le scuole, la sala di lettura/biblioteca, incontri di lettura, e altro) che non costavano niente al Comune. Praticamente la stessa cifra di prima per avere molto di meno e soprattutto senza alcun coinvolgimento dell'associazionismo locale.

E' stata quindi raccontata una bella bugia per giustificare una scelta esclusivamente ideologica che ha privato la città di una struttura essenziale per la conoscenza e il dialogo tra culture ed esperienze diverse. Coordinamento associazioni della Casa delle Culture
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