Attività per i bambini: il bilancio delle attività, la foto del disagio creato dal lockdown

Bambini e famiglie soddisfatte ma l’associazione Era ha potuto anche svolgere un’indagine sui riflessi del lockdown tra i bambini e le loro famiglie e gli operatori grazie ad un questionario

Il periodo è stato quello compreso tra il 1 agosto e il 13 settembre. L’Associazione Era, in collaborazione con Comune di Arezzo ed Estra, ha realizzato un progetto di integrazione sociale e di indagine psicosociale per i bambini che hanno sofferto ancora di più l’isolamento dovuto al Covid 19. Le attività si sono svolte presso la Casa del Pietro a Pieve San Giovanni con l' importante contributo dell' Associazione Crescere e presso la Scuderia di Pan a Mulinelli di Arezzo. Ha collaborato al progetto anche l’ Associazione All Stars Arezzo.

Il progetto era nato dall’idea che le attività ludico - sportive fossero una importante occasione di crescita fisica, psicologica e relazionale, per aiutare in particolar modo i bambini disabili e le loro famiglie. L’emergenza Covid19, le misure di isolamento, di restrizione sociale, hanno profondamente inciso sul benessere psicologico di tutti, ma soprattutto dei più giovani. Molte le  attività svolte: passeggiate nel bosco, passeggiate a cavallo, laboratori nell’orto, laboratori scientifici, letture, disegni, didattica di supporto per compiti delle vacanze,  produzione di materiali e approfondimenti con esperti.

Bambini e famiglie soddisfatte ma l’associazione Era ha potuto anche svolgere un’indagine sui riflessi del lock down tra i bambini e le loro famiglie e gli operatori grazie ad un questionario. Il 70% delle famiglie ritiene che il distanziamento sociale abbia inciso molto nel rapporto con le figure di riferimento, soprattutto con gli insegnati. Ritenendo tale situazione un fattore di rischio che ha inciso negativamente sullo stato emotivo dei figli. Le famiglie hanno poi segnalato che i problemi maggiori nella gestione dei figli durante l’isolamento sociale è avvenuto a causa dell’uso dei dispositivi tecnologici (35%), e nel rispetto delle regole inclusi i divieti (21,1%), trovandosi a gestire spesso scatti di ira, pianti e cambiamenti d’umore. I genitori stessi in questo periodo hanno gestito con difficoltà i propri sbalzi di umore (30%), rabbia (20%), crisi d’ansia (20%), noia (15%) e problemi di sonno (15%). Chi gli ha dato una mano per la gestione dei figli? Nel 45% dei casi i nonni, nel 15% la baby sitter ma nel 35% nessuno. Le attività proposte dagli esperti, ha rilevato l' Associazione Era,  che hanno incontrato consenso tra le famiglie, nel 90% dei casi, è per il fondamentale motivo di garantire momenti di socialità ai bambini.

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