Atc aretina, M5S dal procuratore Rossi: "Illeciti incontrovertibili, serve un'azione"

"Siamo stati a colloquio col Procuratore della Repubblica di Arezzo, Roberto Rossi. L'occasione è stata il deposito dell'integrazione all'esposto depositato a giugno 2016 insieme al collega di commissione finanze Daniele Pescoi relativo al decreto...

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"Siamo stati a colloquio col Procuratore della Repubblica di Arezzo, Roberto Rossi. L'occasione è stata il deposito dell'integrazione all'esposto depositato a giugno 2016 insieme al collega di commissione finanze Daniele Pescoi relativo al decreto salva banche". Una delegazione del Movimento 5 Stelle ha incontrato il procuratore capo di Arezzo con il quale è stato affrontato l'argomento dell'Atc. A rivelarlo, con una nota, sono stati gli stesso pentastellati. "Abbiamo sollevato oggi una maggiore attenzione alla possibile applicazione della legge 231/2001 che che consente di coinvolgere nel quadro di responsabilità l’ente controllante quello in cui si è commesso l’illecito e sollecitato allo stesso tempo un’azione in merito ai fatti illeciti incontrovertibili compiuti dall’ATC aretina già da tempo portati all’attenzione della Procura e, prima ancora, del Presidente Rossi e dell’Assessore Remaschi” così spiega Chiara Gagnarli, deputata M5S in Commissione Agricoltura, e Gabriele Bianchi, consigliere regionale M5S vicepresidente della Commissione Affari istituzionali e Bilancio.

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“Il presidente dell’ATC aretino ha emesso bandi senza avere legittimità di legge e quindi sono state effettuate spese senza protezione normativa. La situazione aretina è emersa grazie ad un solerte revisore unico dei conti che, leggi alla mano, ha chiesto chiarimenti in Regione prima di validare alcune operazioni e per risposta ha ricevuto un invito ad usare il buon senso. In uno Stato di diritto esiste ciò che è consentito dalla legge e ciò che non lo è. L’appello al buon senso la dice lunga su quale fosse la consapevolezza della Regione in merito a quanto stesse accadendo nelle ATC a causa dei loro errori normativi. Il tutto nasce infatti dall’approvazione nel 2014 della riforma regionale degli Ambiti Territoriali di Caccia, giudicata incostituzionale dalla suprema Corte cui il PD ha reagito prorogando tale stato di illegittimità da giugno a dicembre scorso” proseguono i Cinque Stelle.

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