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Assembramenti e alcol in strada. Il monito di Ghinelli: "Così a rischio (anche) l'Antiquaria di marzo"

L'appello è quello espresso dal primo cittadino di Arezzo affinché vengano rispettate le regole riguardanti distanziamento fisico e corretto utilizzo dei presidi di protezione personale

 

"Conto sull'intelligenza di ciascuno. A rischio non c'è solo la nostra salute ma anche la nostra economia, le nostre tradizioni, la nostra Fiera Antiquaria". Il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli, è così che risponde ad una domanda-appello rivoltagli durante il consueto appuntamento social dedicato agli aggiornamenti sull'emergenza Covid. Nello specifico, al primo cittadino è stata posta la questione relativa alla possibilità di intervenire nei confronti di quelle persone che "fumano per strada e si sommano alle decine di altre che, soprattutto nel weekend stanno in giro senza indossare la mascherina". Una situazione definita "insostenibile" da parte di chi ha effettuato la segnalazione e per la quale vengono sollecitati dei provvedimenti. "Senza la collaborazione da parte dei cittadini - ha sottolineato Ghinelli - si può fare davvero pochissimo. Lo scorso fine settimana sono stato in giro per strade e piazze del centro storico e anche io ho notato presenze davvero importanti. Fatta eccezione per alcuni casi sporadici, ho anche riscontrato che chi si sposta o passeggia si preoccupa di indossare correttamente la mascherina mentre, soprattutto i nostri ragazzi quando si ritrovano non adottano gli stessi comportamenti. Ciò avviene in particolare in quelle piazze dove il venerdì e sabato pomeriggio si possono consumare degli aperitivi e delle bevande. Bicchiere in una mano, sigaretta nell'altra e niente mascherina. È evidente che sono comportamenti che non vanno bene. I nostri agenti della municipale hanno fatto numerosi interventi per arginare questo fenomeno ma, purtroppo, senza la collaborazione di tutti non si può fare molto di più perché è evidente che non ci sono i numeri per intervenire. L'unica soluzione da applicare sarebbe quella di chiudere porzioni di città e renderle inaccessibili alla popolazione. Ma questo è un provvedimento che mi rifiuto di prendere perché confido nel senso civico ed intelligenza di ciascuno. I ragazzi che escono per godersi qualche ora di svago fanno bene a farlo ma devono proteggersi perché questo loro atteggiamento mette a rischio tutti. Un aumento dei contagi nel territorio equivarrebbe a dover mettere ancora più in crisi una città come la nostra che ha subito notevoli danni dall'emergenza Covid. La polizia municipale continuerà a presidiare e controllare eventuali anomalie ma se i cittadini non fanno la loro parte questi sforzi saranno vani. A rischio c'è il nostro futuro e anche quello della nostra terra. Se dovessero aumentare ancora i dati relativi ai contagi e se si continuano ad avere comportamenti di questo tipo non si farà l'Antiquaria di marzo, si chiuderanno i locali e la città intera subirà importanti danni. E io non vorrei che tutti noi subissimo un danno di impoverimento dal punto di vista economico perché ci sono 400 ragazzi che non rispettano le regole. Quindi rinnovo l'appello: rispettiamo le regole".

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