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Mercoledì, 25 Maggio 2022

Dall'accoglienza all'integrazione dei profughi ucraini. I primi 5 mesi di vita di Arezzo Comunità

La fondazione, legalmente costituitasi il 17 dicembre 2021 al fine di meglio gestire e organizzare i servizi sociali nel Comune di Arezzo, è stata indicata come ente capofila nella gestione dell'accoglienza profughi ucraini

“No, nessuno si aspettava che una nelle prime attività di cui si sarebbe occupata la fondazione Arezzo Comunità, sarebbe stata l’accoglienza profughi ma, ormai si sa, la storia si affronta al momento”. Lucia Tanti, assessora, vicesindaca e presidente di Arezzo Comunità, stila un bilancio dei primi mesi di attività della neonata fondazione deputata al coordinamento delle attività sociali e socio assistenziali per il comune capoluogo. Ad oggi oltre ai 5 soci fondatori (Comune Arezzo, Fraternita dei Laici, fondazione Thevenin, Aliotti e istituto Fossombroni) hanno aderito al progetto anche 24 associazioni del territorio. “E come detto - spiega ancora la vice Tanti - tra le prime impellenze che ci siamo trovati a dover coordinare c’è quella riguardante l’accoglienza profughi ucraini”. Su indicazione della prefettura infatti, la fondazione è stata riconosciuta quale soggetto idoneo a coordinare il lavoro sul territorio per l’accoglienza. In questo contesto è nato Arezzo per te”, progetto che si propone di creare una rete sul territorio per dare risposte alle esigenze dei cittadini ucraini rifugiati in città. Così ecco che dal 12 aprile, ogni martedì dalle 15 alle 17, le porte dei locali di palazzo Fossombroni di piazza San Domenico si aprono per fornire informazioni e dare sostegno a chi scappa dalla guerra. Recentemente poi hanno preso il via i corsi di italiano aperti a tutti gli ucraini che hanno desiderio, o necessità, di apprendere la lingua.

"Grazie alla fondazione Arezzo Comunità ed in particolare modo ad Alessandra di "10 e lode" - ha specificato la vicesindaca Lucia Tanti - dei cittadini ucraini fuggiti dalla guerra oggi possono imparare l'italiano e sentirsi più a casa loro. L'obiettivo della fondazione era proprio questo: garantire diritti, dare opportunità e corrette informazioni. E soprattutto essere uno strumento istituzionale per liberare energie e generosità perché ognuno possa fare la propria parte. Il lavoro della fondazione di tutti coloro che collaborano con la fondazione dimostra che: dove c'è Arezzo, c'è casa".

Al momento nel solo territorio comunale aretino sono stati accolti oltre 500 ucraini. Come ampiamente noto, si tratta per lo più di donne, adolescenti e bambini. Questi ultimi, grazie al lavoro svolto dall'ufficio scolastico territoriale, sono stati accolti all'interno delle classi del territorio seguendo, e in alcuni casi con grande successo, lezioni e programmi di studio. 

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