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Arezzo celebra l'Unità Nazionale e le Forze Armate ricordando i giovanissimi caduti a Caporetto

Le parole del presidente Mattarella e quelle dei giovanissimi studenti del Convitto Nazionale: la memoria e il futuro si sono intrecciati questa mattina in piazza San Jacopo dove si è celebrata la Festa dell’Unità Nazionale e la Giornata delle...

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Le parole del presidente Mattarella e quelle dei giovanissimi studenti del Convitto Nazionale: la memoria e il futuro si sono intrecciati questa mattina in piazza San Jacopo dove si è celebrata la Festa dell'Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate. Le divise delle Forze Armate, le fasce tricolore dei sindaci e le voci soavi dei ragazzini del coro della scuola hanno riempito la piazza cittadina dove è stato reso omaggio, nel centesimo anniversario della disfatta di Caporetto, anche ai giovanissimi caduti in battaglia.

Alla cerimonia erano presenti il prefetto, Clara Vaccaro, il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli, e il presidente della Provincia, Roberto Vasai. Presenti naturalmente le forze dell'ordine e le autorità civili e militari.

E sono state proprio le autorità a consegnare i Diplomi alla memoria dei caduti in guerra conferiti a soldati dispersi o deceduti nel corso della Prima Guerra Mondiale, nonché alla consegna di pergamene concesse dall'Istituto del Nastro Azzurro fra combattenti decorati al valor militare, riportanti la motivazione della decorazione al Valor Militare conferita alla memoria dei Caduti della classe 1899. Tali benemerenze sono state rinvenute dall'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci - Federazione Provinciale di Arezzo - nel corso di una riorganizzazione territoriale al fine di non disperdere il grande patrimonio di memorie conservato negli archivi delle sezioni comunali. Ed ecco l'intensa riflessione degli studenti della scuola media Convitto Nazionale, letta di fronte agli aretini.

Noi studenti impariamo sui banchi di scuola che il 4 Novembre é una giornata importante per la Storia d'Italia, si celebra infatti in questa data l'armistizio che pose fine alla Grande Guerra.

Questa celebrazione ha un valore altissimo e non serve soltanto a ricordare una vittoria, ma ad esaltare il valore della Pace conseguita attraverso il sacrificio di tutti coloro che hanno perso la propria vita affinché si potesse vivere in un mondo senza conflitti.

L'Europa, teatro della Grande Guerra e di tante altre, é oggi espressione di un concetto di unione di popoli. Infatti in Europa i Paesi che per tanto tempo sono stati nemici, hanno costruito un modello comune di pacifica convivenza.

Parole come valore, sacrificio e coraggio sono diventate valori universali che uniscono i popoli anziché dividerli.

I militari delle Forze Armate del nostro tempo si adoperano per salvare le vite e non più per annientarle, per aiutare le persone in difficoltà e per far sentire il sostegno dello Stato nelle calamità e offrire sicurezza.

Noi giovani di oggi vogliamo dire che non dimentichiamo quegli eroici ragazzi di ieri che, spesso non per loro scelta, hanno dovuto affrontare momenti terribili e lasciare un vuoto incolmabile nelle vite dei loro genitori, delle loro famiglie e del loro stesso Paese.

Non é facile descrivere questo sacrificio, perché noi giovani italiani, grazie al sacrificio di chi ci ha preceduto, siamo cresciuti in tempi di pace...Tuttavia le lettere, le immagini di quella guerra con i volti sofferti e gli occhi tristi di quei ragazzi, valgono più di tante parole e ci rafforzano l'idea dell'importanza della Pace, un valore che dovrebbe essere sempre sostenuto, protetto e difeso da tutti noi.

Ci auguriamo infine che i cosiddetti Grandi della Terra, che hanno in mano le sorti del mondo, siano veramente così 'Grandi' da garantire una Pace duratura tra tutti i popoli.
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