Archivio Vasariano. L'appello dei visitatori: "Fatecelo ammirare". Musei, tra ostacoli e orari

Per un corridoio che apre c’è un archivio che resta chiuso. E’ di queste ore la notizia, riportata dal direttore degli Uffizi Eike Schmidt, riguardante la decisione di aprire al pubblico il Corriodoio Vasariano. Il collegamento che unisce Palazzo...

 

Per un corridoio che apre c’è un archivio che resta chiuso. E’ di queste ore la notizia, riportata dal direttore degli Uffizi Eike Schmidt, riguardante la decisione di aprire al pubblico il Corriodoio Vasariano. Il collegamento che unisce Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti, da sempre scrigno di tesori e custode fedele di opere di valore inestimabile, torna ad aprirsi al grande pubblico.

E se Firenze decide di aprire le porte di un luogo riservato a pochi privilegiati, Arezzo continua a tenerle ben chiuse. Il riferimento è all’Achivio Vasariano custodito all’interno della casa del grande artista aretino situata in via XX settembre. Come noto le antiche carte, che rappresentano uno spaccato sul Cinquecento e sul Rinascimento di enorme valore, sono di proprietà degli eredi degli antichi proprietari e non sono attualmente consultabili o visibili se non da studiosi. “Ma i turisti chiedono in continuazione di poterli vedere – racconta Adina Persano, guida di Arezzo – ogni volta che ci rechiamo a Casa Vasari e raccontiamo dei documenti custoditi all’interno di queste mura, molti chiedono di poterli osservare. Purtroppo dobbiamo rispondere che non è possibile e limitarci a spiegare le ragioni che vietano di visionare le carte”. L'appello per una fruibilità dell'immenso patrimonio storico-artistico di Giorgio Vasari dunque, non arriva tanto da autorità o politici quanto dalle persone comuni, dai visitatori, da tutti coloro che vorrebbero consultare l'archivio per arricchire il proprio bagaglio di conoscenze. "Due anni fa - prosegue Adina - venne organizzata una mostra delle carte vasariane dall'allora soprintendente ai beni archivistici. Fu un successo enorme. Un'ulteriore testimonianza della grande curiosità e della voglia di approfondimento che riguarda non solo i visitatori ma anche gli aretini". E sempre parlando di "porte chiuse", o per meglio dire "socchiuse", ecco che torna nuovamente sotto i riflettori la questione del Museo di Arte Medievale e Moderna di via San Lorentino. Stando a quanto riportato nel sito internet del Museo, gli orari di visita giornalieri vengono suddivisi in 4 diverse fasce: 10-12-16-18. "È importante - si legge nel portale - presentarsi puntualmente di fronte all’ingresso in uno di questi orari in quanto la porta rimane aperta solo 10 minuti per permettere gli ingressi per poi venire richiusa fino all’orario successivo. La prima domenica del mese ed il sabato precedente il museo è aperto con orario continuato 9-19".

Fatta eccezione per alcuni casi specifici la tendenza in terra di Arezzo è quella di incrementare le visite ai luoghi di grande interesse e di aprire le porte a tutti. Ne è testimonianza la recente scelta dell'arcivescovo Riccardo Fontana che ha predisposto l'apertura al pubblico del piano nobile del Palazzo Vescovile e le ultime iniziative della Fraternita dei Laici.

fraternita_vasari1 La filza con la data di battesimo di Giorgio Vasari (Archivio Fraternita Laici)

In questo caso, è stato il primo rettore Pier Luigi Rossi ad invitare tutti gli aretini ad ammirare e 'curiosare' negli archivi di Fraternita. Un invito lanciato mostrando la filza e la vacchetta dove venne registrato il battesimo del grande maestro aretino.

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