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Arezzo e la Liberazione tra documenti, foto e video. Così l'archivio Anpi diventa d'interesse storico

78 anni di storia ripercorsi attraverso una miriade di materiale che spiega i dettagli della guerra di Liberazione, il periodo post bellico, gli albori della Repubblica, la costituzione dell'associazione e tanto altro ancora

"Lo raccolsi e guardandolo capì che si trattava di un documento prezioso. Stavo leggendo, se non ricordo male, il resoconto di un'operazione partigiana. Mi chiesi perché si trovasse lì come un pezzo di carta qualsiasi. Poi mi guardai attorno e vidi che la stanza era piena di materiale che aveva un disperato bisogno di trovare un'altra sistemazione". È stata l'attuale presidente, Alba Bigiandi, a mettersi a disposizione affinché l'archivio storico di Anpi Arezzo potesse tornare non solo consultabile ma venisse salvato dall’incuria e dall'azione del tempo. Un'operazione per nulla banale che ha richiesto tempo, fatica, dedizione e una buona dose di coraggio. “Ho trattato questi documenti - racconta ancora la presidente - con la massima cura. Li ho visionati uno ad uno e, col supporto di esperti, sono riuscita a sistemarli nella maniera più consona”. Perché non parliamo di carte qualsiasi. Quelli custoditi dal Comitato provinciale dell'Anpi sono letteralmente pezzi di storia fatti di cellulosa e inchiostro. Documenti dalla grande rilevanza storica certo, ma anche prove tangibili di un passato che non può affatto dirsi remoto.

64 filze acid free contenenti corrispondenza, formazioni e fascicoli partigiani, e poi ancora la sezione che conta cassette di registrazione, materiali audiovisivi, faldoni di fotografie, manifesti storici datati 1943-44 nonché riviste, atti, relazioni. 78 anni di storia ripercorsi attraverso una miriade di materiale che spiega i dettagli della guerra di Liberazione, il periodo post bellico, gli albori della Repubblica, la costituzione dell'associazione e tanto altro ancora.

L'operazione di riorganizzazione e catalogazione dei documenti ha potuto contare sul supporto fattivo di Elena Gonnelli, archivista professionista, e del professor Ivo Biagianti, storico dell'università di Siena. Il tutto in piena concertazione con la Sovrintendenza archivistica della Toscana che, per tramite di Claudia Borgia, ha seguito passo dopo passo l'attività. "Il 22 dicembre 2020 - spiegano la presidente Anpi Arezzo e il professor Biagianti - il ministero dei beni culturali ha dichiarato l'archivio di "interesse storico particolarmente rilevante". Questo riconoscimento è per noi motivo di grande orgoglio e soddisfazione dato il complesso lavoro di recupero e catalogazione espletato. È un’importante eredità che lasciamo al territorio ed in particolare alle scuole e agli studenti che, se lo vorranno, potranno contare su un importante punto di riferimento per comprendere a pieno la storia contemporanea e per quale ragione il presidente della Repubblica, Sandro Pertini, nel 1984 ha conferito alla provincia di Arezzo la medaglia d'oro al valor militare per la guerra di Liberazione”.

L’archivio del Comitato provinciale Anpi

L’associazione nazionale partigiani italiani nasce nel 1944 con l'intento di restituire al Paese una piena libertà e favorire un regime di democrazia per impedire in futuro il ritorno di qualsiasi forma di tirannia e assolutismo, valorizzare il contributo effettivo dall'azione dei partigiani, far valere e tutelare il diritto dei partigiani, acquisito, di partecipare in prima linea alla ricostruzione morale e materiale del Paese e promuovere la creazione di centri e organismi di produzione e di lavoro per contribuire a lenire la disoccupazione. Tra le attività dell'associazione c'è anche quella riguardante la conservazione della memoria (cartacea) dell’antifascismo. Ambito che, spesso a causa dell'urgenza organizzativa, è stato trascurato tanto che per la sezione aretina si è reso necessario il supporto di personale dedicato espressamente al suo riordino. Così come riporta il professor Ivo Biagianti, l'Anpi di Arezzo è una delle poche sedi provinciali ad aver conservato un prezioso e raro materiale documentario che meritava di essere salvaguardato, riordinato, inventariato e messo a disposizione degli studiosi, delle scuole e dei cittadini. Qui si trovano carte dove sono descritte le vicende resistenziali di tutte le vallate, le azioni compiute da centinaia di partigiani, patrioti, collaboratori, nomi e dettagli sulle vittime delle stragi, sui comitati di liberazione nazionale. “Nello specifico - racconta il professor Biagianti - la documentazione sull'attività svolta dalle diverse formazioni partigiane operanti nel territorio provinciale durante la lotta di Liberazione consiste soprattutto nelle relazioni prodotte dai comandanti all'indomani dello scioglimento delle loro formazioni. A guerra finita, serviva per i riconoscimenti per il rilascio dei relativi tesserini di partigiano. Ma storicamente si tratta di relazioni di grande rilevanza che ricostruiscono la rete di formazioni antifasciste presenti e operative nel territorio con grande dovizia di particolari”.

La documentazione contiene inoltre notizie sulle stragi compiute dai nazifascisti nel territorio provinciale, le manifestazioni per la ricorrenza della Festa della Liberazione, per la commemorazione dei caduti, l'organizzazione di convegni, seminari, attività didattica nelle scuole. Sono presenti anche raccolte di quotidiani e periodici, di manifesti in grande formato, di medaglie, fotografie, materiale sonoro e video registrazioni.

Il riordino e la conservazione del materiale

Il materiale è stato ordinato in 4 serie principali: corrispondenza, formazioni partigiane, fascicoli partigiani, Anpi provinciale e sezioni. Dopo il primo interessamento da parte della presidente Bigiandi, gli interventi hanno visto la pulizia, il ricondizionamento e la catalogazione di tutto il corpo documentale. La conservazione si è avvalsa del supporto di contenitori anti acaro e antiacidi e la sostituzione di ogni materiale potenzialmente dannoso per i documenti. L'inventario invece è stato realizzato utilizzando il software ArDes sviluppato dalla Normale di Pisa e messo a disposizione dalla Soprintendenza archivistica della Toscana e sarà consultabile online. All’interno dell’archivio si trova anche materiale più recente riguardante l'attività sociale e amministrativa che comprende resoconti su: i rapporti con le istituzioni, i congressi, il tesseramento, le riunioni, il carteggio, l'assistenza ai soci, rassegna stampa, interviste, documentazione fotografica di inaugurazione di monumenti, apposizione di cippi, targhe, intitolazioni di strade, piazze, verbali, bilanci e corrispondenza.

Il plauso di Anpi nazionale e le prime richieste

“Il nostro archivio è aperto a tutti coloro che intendono fare ricerca e approfondire vicende personali o familiari - spiega il professor Biagianti - è prevista una specifica procedura per accedere alle carte che prevede la presentazione di una richiesta alla Soprintendenza e poi anche alla nostra associazione. Questo consente di tutelare i documenti e di dare un ulteriore valore alla loro importanza storica”. La direzione nazionale Anpi si è espressa favorevolmente sul lavoro effettuato nella sede di Arezzo indicandolo come “esempio di buona pratica da seguire anche ad altre sedi dell'Anpi che conservino materiale archivistico”. Inoltre proprio nelle ultime settimane sono arrivate le prime richieste per la consultazione della documentazione da parte di studiosi e dello Stato Maggiore della Difesa. Quest'ultimo intende realizzare una mostra sulle stragi nazifasciste che sarà allestita sotto la supervisione del procuratore militare Marco De Paolis.

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