Venerdì, 30 Luglio 2021
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Aperto il dormitorio, 60 volontari coordinati da Caritas. Tanti: "Pass personali, foto, analisi dei bisogni, raccordo con la questura"

"Pensate al freddo che abbiamo sentito noi in questi giorni ed eravamo nelle nostre case, immaginate quello che hanno potuto soffrire i senza tetto, da questa sera potranno essere ospitati qui." Così don Giuliano Francioli della Caritas insieme...

DORMITORIO1-2

"Pensate al freddo che abbiamo sentito noi in questi giorni ed eravamo nelle nostre case, immaginate quello che hanno potuto soffrire i senza tetto, da questa sera potranno essere ospitati qui." Così don Giuliano Francioli della Caritas insieme all'assessore alle politiche sociali del Comune di Arezzo Lucia Tanti annuncia l'apertura a partire da questa sera del dormitorio comunale nella stessa struttura di piazza San Domenico dove fu aperto anno scorso. Resterà aperto fino al giorno dopo Pasquetta, ovvero martedì 3 aprile 2018.

"Arezzo - ha dichiarato l'assessore Lucia Tanti - è una città che garantisce 4 mesi su 12 un servizio importante per fare fronte alla stagione invernale e quindi all'emergenza freddo. È una risposta che dal 2015 viene data in collaborazione tra Caritas e amministrazione comunale, rafforzatasi nel 2016 grazie alla decisione della giunta di individuare una struttura, di proprietà comunale e per la quale il Comune affronta tutte le spese, destinata a dormitorio e affidata alla gestione di Caritas. Il mio ringraziamento, quindi, va a quest'ultima, che assicura un servizio tutto volontario di grande umanità e generosità. Senza Caritas questa risposta non ci sarebbe, così come è stato importante il contributo di Fraternità Federico Bindi e di Croce Rossa per il supporto dato a partire dalla disponibilità di alcuni volontari e dalla donazione di un boiler da parte di Croce Rossa".

In totale, si tratta di 60 persone che opereranno, alternandosi, all'interno della struttura. Molti di loro hanno partecipato a un corso di informazione, organizzato dall'amministrazione comunale e a cui hanno dato il contributo la Asl grazie a Marco Becattini, direttore del servizio dipendenze della zona aretina, e la Croce Rossa. Durante gli incontri sono state toccate tematiche quali primo soccorso, gestione delle urgenze, criticità comportamentali.

"Lancio un appello per incrementare il loro numero - ha dichiarato don Giuliano Francioli della Caritas - le porte della generosità sono aperte a tutti. Chiunque può venire in Caritas e chiedere di contribuire all'operatività di questa struttura che riapre, come promesso, in coincidenza dell'arrivo del freddo".

Non cambiano rispetto allo scorso anno le modalità di accoglienza e di registrazione: il dormitorio sarà fruibile da tutte le persone maggiorenni, senza fissa dimora del territorio. Sarà possibile accedervi tramite un pass personale, corredato da foto, la cui durata massima sarà di 15 giorni e i cui contenuti verranno trasmessi alla questura. All'interno della struttura sarà riservata una stanza per l'accoglienza alle donne. I posti letto sono in totale 24. Il servizio sarà garantito quotidianamente, festività comprese, a partire dalle 20,15 fino alle 22,30 quando scatterà la chiusura e l'ora, per chi vi è oramai entrato, di coricarsi. Il mattino successivo, l'accoglienza termina alle 8.

"Ringrazio il comandante Cino Augusto Cecchini per avere assicurato il passaggio serale degli agenti della polizia municipale, una garanzia in più per i volontari, così come lo sono i Vigili Giurati che stazioneranno in piazza".

Nei mesi scorsi erano partiti alcuni appelli per l'apertura anticipata del dormitorio con l'arrivo della stagione fredda oppure addirittura perché fosse considerata l'idea di renderla una struttura permanente, anche con la raccolta di firme da parte degli stessi clochard. Non è d'accordo con questa visione l'assessore Tanti:

"Un concetto deve essere chiaro: con questo dormitorio l'amministrazione comunale risponde a un'emergenza. Dettata dall'arrivo dell'inverno e dalle difficoltà che questo può provocare a chi si trova senza un riparo. Ma la vera vittoria sarebbe non dovere ricorrere al dormitorio. E a chi lo vorrebbe aperto 365 giorni all'anno replico che, a mio avviso, si tratterebbe di una risposta sbagliata che farebbe di Arezzo la calamita dei senza fissa dimora. Chi è in difficoltà sappia che noi ci siamo ma su decoro, sicurezza e percorsi di reinserimento sociale noi non indietreggiamo di un millimetro. Aiutiamo chi ha bisogno con regole precise e la prima regola è che a chi chiede sostegno si danno possibilità di riscatto ma poi deve fare la propria parte accettando di partecipare ai percorsi di reinserimento suddetti. La trasmissioni dei dati anagrafici degli ospitati alla questura è l'ulteriore garanzia che quelle stanze non sono un rifugio per chi, magari, ha problemi con la giustizia".
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