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Anziani e società civile, il grido di allarme di Mcl: "Servono risposte concrete. Subito"

Il Movimento Cristiano Lavoratori: "Sempre più persone in una condizione di vulnerabilità e fragilità. Occorre ripensare i servizi sociali e non solo"

Una società civile moderna non può ignorare la presenza delle persone anziane, ma deve aiutarle per renderle parte integrante della vita di ogni giorno. É su questo argomento che il Movimento cristiano lavoratori di Arezzo invita a compiere una riflessione comune. Secondo l'Mcl, di fronte alla prospettiva di un incremento della speranza di vita, è necessario impegnarsi per venire incontro alle esigenze quotidiane di uomini e donne di età avanzata.

«La pandemia ha messo in evidenza come un numero sempre maggiore di persone anziane si trovi in una condizione di vulnerabilità e fragilità», afferma il presidente provinciale Mcl, Maurizio Pagliai. «Gli anziani non possono essere solo oggetto di assistenza ma devono tornare a essere gli artefici del proprio benessere».

Secondo l'Mcl, i segnali che provengono dalla società civile non vanno in quella direzione. «Troppo spesso – prosegue Pagliai - leggiamo notizie che riportano di situazioni di grande disagio vissute da persone nella terza età, in molti aspetti della vita di ogni giorno. Sono bisogni manifestati da una parte sempre più consistente della popolazione. Pensiamo, per esempio, alla difficoltà nei rapporti con le pubbliche amministrazioni, con le strutture ospedaliere, con i gestori dei servizi sociali, sanitari e di trasporto. Spesso, le più elementari necessità quotidiane, come la spesa alimentare, o quella farmaceutica, diventano un problema. Inoltre, le pensioni si sono impoverite a causa delle variazioni dei prezzi e dell’aumento del prelievo fiscale sui redditi pensionistici. Se poi aggiungiamo l’aumento del costo del gas, della luce e dei generi alimentari, si realizza la situazione che molti pensionati stanno scivolando sotto la soglia della povertà».

Per rendere possibile questo cambiamento, è necessario ripensare il modo di considerare gli anziani nella società di oggi, in particolare, di fronte alla prospettiva di un progressivo aumento della speranza di vita. Questo significa agire, prima ancora che nell’ambito dei servizi sociali, su una pluralità di dimensioni: casa, mobilità, spazi pubblici, ambiente, tecnologie, partecipazione, apprendimento, tariffe, sicurezza, lavoro, comunicazione.

«Ma è altrettanto importante – fa notare Pagliai - garantire un livello di pensioni adeguate. Le persone anziane hanno il diritto di andare in quiescenza con dignità, senza correre il rischio di finire in povertà. Questo è un problema che deve impegnare tutti gli uomini di buona volontà per individuare soluzioni adeguate. Servono, quindi, azioni concrete, prima che diventi impossibile intervenire efficacemente».

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