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Anziani in casa e scuole chiuse: "Le nonne devono sorreggere lo stato sociale?"

Nota del Coordinamento donne Spi Cgil di Arezzo, la parte del sindacato che raggruppa i pensionati

Il coordinamento dello Spi cgil e in particolare il gruppo donne del sindacato dei pensionati, prende posizione sull'attuale situazione che si sta venendo a creare in Italia con  l'emergenza coronavirus.

"Qualcuno ipotizza di tenere chiusi in casa gli anziani fino alla messa in distribuzione del vaccino. Contemporaneamente si pensa alla chiusura di scuole e nidi nonché alla riapertura delle attività produttive e commerciali. In questa girandola di idee, proposte e, talvolta, anche follie come la reclusione degli anziani, sono proprio quest'ultimi a rimanere tra l'incudine e il martello. Se i genitori devono andare al lavoro, nidi e scuole sono chiuse, chi pensa ai minori? Non stiamo parlando solo dei piccoli di nidi e scuole infanzia ma di tutti i minori che ovviamente non possono essere lasciati soli. Baby sitter? Quante famiglie se le possono permettere? Per di più a tempo pieno?

La soluzione si chiama ancora nonni. Persone che hanno mediamente più di 65 anni, che assolvano a questo compito con entusiasmo e amore ma che continuano ad avere 65 anni e quindi condizioni di salute non proprio perfette.

Si faccia quindi attenzione alle scelte che verranno fatte nei prossimi giorni. Le famiglie non possono essere lasciate sole perché non hanno la forza economica per sostenere questo impatto. E si pensi anche alla salute di chi torna al lavoro, sia in termini di sanificazione degli ambienti che di dispositivi di sicurezza personale: ammalarsi nel luogo di lavoro vorrebbe dire mettere a rischio intere famiglie e tre generazioni che saranno costrette a convivere."

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