Antiquaria pronta a tornare al percorso classico. Da luglio addio al Prato, il sindaco: "Ci stiamo lavorando"

Il Comune prepara il ritorno nel centro storico. Ghinelli: “Progetto organizzativo affidato all'assessore Merelli e ai nostri uffici. Allo studio ogni dettaglio per ottenere un parere favorevole dalla questura”

Immagine di repertorio

“Ho sempre pensato che lo spostamento della Fiera Antiquaria al Prato fosse una soluzione necessaria, efficace ma temporanea". E' il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli, ad intervenire in merito alla Fiera Antiquaria all'indomani della prima edizione post lockdown svoltasi sabato 6 e domenica 7 giugno e allestita per ragioni di sicurezza sanitaria all'interno del Prato. Recentemente l'organizzazione e gestione della manifestazione è passata ad essere competenza del primo cittadino che ne ha "ereditato" la delega dopo le dimissioni dell'assessore Marcello Comanducci.

Dunque, l'Antiquaria di giugno si è svolta interamente all'ombra della fortezza medicea raggruppando in uno spazio ben delimitato gli espositori che da decenni animano l'appuntamento. Una disposizione che, primordialmente, avrebbe dovuto essere ripetuta anche nei mesi di luglio e agosto (quella di settembre si tiene sempre al Prato a causa della concomitanza con la Giostra del Saracino). Ma a quanto pare l'amministrazione, facendosi interprete anche delle richieste di categorie economiche e antiquari, vorrebbe riportare i banchi nel centro storico, "che ne è la sede naturale e che la rende assolutamente affascinante, fin dalla prossima edizione del 4 e 5 luglio. Questa decisione però richiede un lavoro propedeutico fondamentale e non dipenderà soltanto dal Comune”. Un indirizzo assunto a seguito di un confronto a cui, oltre al primo cittadino, hanno preso parte agli assessori Alberto Merelli, Lucia Tanti,i rappresentanti degli antiquari e le associazioni di categoria.

“Abbiamo ben chiari due obiettivi - spiega Ghinelli - Primo: investire in modo forte e mirato sulla promozione per stimolare l'arrivo dei turisti dopo il lungo periodo di isolamento. Secondo: consentire agli espositori di operare in sicurezza nel centro cittadino. La prossima edizione della Fiera, nelle nostre intenzioni, deve essere quella della ripresa, del rilancio, in continuità con i buoni segnali emersi nello scorso fine settimana e che ci invitano all'ottimismo. E' chiaro che, non essendoci ancora lasciati alle spalle l'emergenza covid, dovremo pensare a una redistribuzione degli spazi, tutelando l'attività degli spuntisti ma anche la loro salute oltre a quella dei visitatori. Decisivi, in tal senso, saranno i numeri dell'epidemia che si manifesteranno nelle prossime settimane e che orienteranno le nostre scelte, sempre tenendo fermi i paletti legati al distanziamento interpersonale. L'assessore Merelli e gli uffici comunali si sono presi l'incarico di redigere un progetto articolato, dettagliato, puntuale sulla Fiera di luglio, che verrà poi condiviso ed eventualmente migliorato con il contributo delle categorie e dei rappresentanti degli antiquari. Questo lavoro propedeutico, lo ribadisco, è fondamentale perché poi il via libera definitivo dovrà darlo la questura. Il mio intendimento è quello di presentarci all'ultimo tavolo con un progetto completo, esauriente, in grado di consentire l'espressione di un parere favorevole da parte del comitato di sicurezza. Per quanto riguarda l'amministrazione, non trascureremo alcun dettaglio pur di riportare la Fiera Antiquaria nel nostro centro storico”.

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