Faine, procioni e... lama nell'Aretino. La Natura si riprende i suoi spazi? "No, siamo noi più attenti agli animali"

Due ricercatori, Emiliano Mori e Leonardo Ancillotto, cercano di smontare un fenomeno che suscita tanta empatia per quanto è immaginario: il ritorno degli animali. "In realtà - spiegano - la presenza di specie selvatiche in ambienti urbanizzati non è una novità. Ma con il lockdown ci facciamo caso"

Lama (immagine di repertorio)

La Natura si riprende i suoi spazi. E' il rovescio positivo della medaglia che in molti osservano dalle rispettive clausure casalinghe da quando è iniziato il lockdown per l'emergenza Coronavirus. Ma due ricercatori, Emiliano Mori e Leonardo Ancillotto, cercano di smontare un fenomeno che suscita tanta empatia per quanto è immaginario. "In realtà - spiegano i due biologi - la presenza di specie selvatiche in ambienti urbanizzati non è una novità. Ma adesso, con meno cose da fare, prestiano più attenzione quando guardiamo fuori dalle finestre, E ci facciamo caso".

Ne hanno parlato sulla fanpage facebook di Successione Ecologica, un'associazione di promozione scientifica presieduta da Riccardo Cabrini: Emiliano Mori lavora all’Università di Siena e Leonardo Ancillotto alla Federico II di Napoli.

"Si è parlato proprio della presunta ripresa della natura in seguito al lockdown dovuto all’emergenza Sars-CoV-19, con svariate specie segnalate da media e social network all’interno delle nostre città", dicono. Una favola ripetuta talmente tante volte da sembrare vera. E, per Arezzonotizie, i due ricercatori hanno anche fatto una panoramica di quello che sta accadendo in provincia di Arezzo.

"Prima non li notavamo, ma c'erano"

"Molte specie di mammiferi si sono ben adattate a vivere negli ambienti urbani e si parla della loro ecologia da almeno 40 anni. Accanto a specie sinantropiche - ovvero specie che sono attratte dalle zone antropizzate quali centri città, parchi cittadini, discariche - come i ratti, le volpi, e i gabbiani, alcune specie si sono adattate in tempi più recenti, come alcuni pipistrelli, istrici, aironi e cinghiali. Accanto a loro, specie alloctone invasive (specie che si trovano a colonizzare un territorio diverso dal loro areale storico) sono piuttosto comuni nelle nostre città ma, spesso per mancanza di tempo o per distrazione, non li notiamo. Tra le specie alloctone - cioè aliene, non autoctone - invasive più presenti troviamo lo scoiattolo grigio, la minilepre e i parrocchetti dal collare. L’esplosione di segnalazioni di specie animali in ambiente urbano nell’ultimo mese potrebbe di fatto essere dovuta ad una maggiore attenzione della gente costretta a casa e quindi maggiormente curiosa di osservare dalle finestre o nei loro giardini. Di fatto, a fianco a specie come volpi e cinghiali, sono state segnalate anche specie meno comuni vicino alle aree antropizzate, inclusi lupi e cervidi.

"Le specie non si adattano a un ambiente in poche settimane"

Queste segnalazioni non sono dovute agli effetti del lockdown, continuano Mori e Lancillotto, perché questo fenomeno ha limitato la presenza umana solo da alcune settimane: "troppo poco per pensare a nuovi adattamenti locali di alcune specie". E continuano:

"Basti pensare che, con tutte le differenze del caso, la natura ha ripreso a prosperare nei dintorni di Chernobyl dopo più di 30 anni. Effettivamente, la mancata presenza della folla abituale, degli interventi di gestione del verde e del normale traffico autoveicolare potrebbe aver favorito molte specie della cosiddetta microfauna dagli insetti, inclusi gli insetti impollinatori, e gli anfibi che in questo periodo stanno attraversando le strade per raggiungere i siti di riproduzione. Similmente, in alcune fontane della città di Roma spesso affollate di turisti, sono state osservate per la prima volta delle anatre, relativamente comuni nella città, ma che non si erano mai soffermate in queste aree spesso densamente visitate.

Un mix di sensazioni di cambiamento e fake news

In sostanza, la "Natura che si riprende i suoi spazi" è una narrazione figlia di una suggestione collettiva? "Da un lato - spiegano - la grande empatia del pubblico verso questa natura 'che ritorna', dall’altro la sensazione diffusa che il mondo stia vivendo un evidente stravolgimento, ha fomentato gli animi e dato la risposta che tutti si aspettavano ad osservazioni senza valore scientifico. Certo, non sono mancate fake news come un video di un cervo sulla spiaggia di Viareggio (ma il video ritrae un cervo americano, non presente nel territorio di Viareggio e dintorni) o il famigerato delfino nei canali di Venezia. Accanto alle fake news, sono circolati video girati anni fa (come quello del tasso in centro a Firenze) o girati in luoghi completamente diversi da quelli dichiarati; ce n'è uno di un gruppo di cinghiali attribuito ad almeno 4 città diverse tra la Basilicata e la Puglia".

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Faine, lama e procioni nell'Aretino

E infine una panoramica dell'Aretino. "Anche la provincia di Arezzo non è nuova ad animali selvatici in ambienti urbanizzati e negli anni scorsi sono stati registrati cinghiali e volpi alla periferia della città capoluogo, faine a Cortona e persino procioni (di origine americana) a Sestino e a Stia, nonché addirittura lama nei paesi attorno a Cavriglia. Tutto questo è stato accentuato dall'effetto del lockdown? Molto probabilmente no. E non è affatto un bene che specie come i lama e i procioni vaghino liberamente, creandoi danni all'ambiente. In ogni caso gli animali che notiamo più spesso in questi giorni fanno parte della fauna che da sempre sta cercando - spesso con successo - di adattarsi agli ecosistemi urbani in tutta Italia".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Calciomercato dilettanti, la tabella dei trasferimenti

  • Trovato morto l'uomo scomparso da 15 giorni

  • Muore in moto a 51 anni: dramma alle porte della provincia di Arezzo. Era in viaggio col figlio

  • Miss Toscana a 17 anni, il teatro Petrarca, gli affetti. Anna Safroncik: "Vi racconto la mia Arezzo"

  • Altri nove positivi in provincia di Arezzo: per lo più giovani e giovanissimi rientrati da Grecia, India e Romania

  • Positivi al Covid dopo le vacanze a Corfù, il racconto: "Solo noi con la mascherina in discoteca, l'abbiamo tolta"

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
ArezzoNotizie è in caricamento