Ancora cattivi odori, il sindaco di San Giovanni scrive al Governatore: "Chiudiamo Podere Rota"

Lettera aperta del sindaco di San Giovanni Valdarno Maurizio Viligiardi al governatore della Toscana Enrico Rossi. Una missiva in cui il primo cittadino cerca di sensibilizzare la Regione sull'urgente tema delle emissioni odorose di Podere Rota...

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Lettera aperta del sindaco di San Giovanni Valdarno Maurizio Viligiardi al governatore della Toscana Enrico Rossi. Una missiva in cui il primo cittadino cerca di sensibilizzare la Regione sull'urgente tema delle emissioni odorose di Podere Rota.

Anche ieri sera è stata una serata difficile per i cittadini di San Giovanni Valdarno e stamattina non è da meno.

L’odore acre, testimonianza della presenza a poche centinaia di metri dal nostro centro urbano, della discarica di Podere Rota si è diffuso per le nostre strade, si è affacciato alle finestre delle nostre case senza neanche chiedere permesso, tenendoci compagnia durante il sonno, anche in queste ore.

Una situazione, secondo il sindaco, ormai non più tollerabile.

Ormai sono anni che questo fenomeno contribuisce a creare disagi alla nostra popolazione e a far crescere la rabbia dei nostri cittadini nei confronti di una situazione diventata, ormai, non più sopportabile. Una condizione, tra l’altro, acuita da questa estate torrida che ha aumentato i disagi sia in termini reali, sia nella percezione della cittadinanza. Tra l’altro quella presenza è un gravissimo danno per le attività economiche della nostra città, in particolare durante il periodo estivo quando le presenze turistiche in Valdarno sono rilevanti. A nessuno fa piacere mangiare, prendere un aperitivo, mangiare un gelato o semplicemente frequentare luoghi dove si avvertono fenomeni così fastidiosi.

Sono ormai circa 25 anni che quell’impianto è presente sul nostro territorio con un impatto sempre crescente, prevalentemente avvertito nel nostro tessuto urbano, cresciuto esponenzialmente dopo la costruzione e l’avio dell’attività dell’impianto di selezione e compostaggio, avvenuto nel 2008.

E arriva così la richiesta di chiusura del sito.

La Regione Toscana si sta avviando a definire la pianificazione impiantistica dei rifiuti per gli anni successivi al 2020 e non può non tenere conto di questa situazione. Credo non ci siano soluzioni alternative alla previsione di chiusura del sito. Lo stesso è stato costruito troppo vicino ad un centro urbano e qualsiasi soluzione adottata in questi anni è stata inefficace o insufficiente. Chiunque visiti quel sito, e in questi anni di visite ne sono state fatte, di qualunque livello istituzionale e qualsiasi colore politico, lo giudica gestito nella maniera corretta. Il vero problema è la sua collocazione.

Se la Toscana aspira a diventare una regione che guarda all’Economia Circolare come il paradigma della gestione futura dei rifiuti, così com’è scritto ormai da tempo nei documenti ed esplicitato nelle dichiarazioni politiche lo faccia in termini concreti e con atti anche coraggiosi. Seppellire i rifiuti in discarica è quanto di più obsoleto si possa fare e continuare a tenere in vita un luogo dove ogni anno si conferiscono dalle 250 alle 300 mila tonnellate di rifiuti da buona parte della Toscana non ha nulla a che vedere con politiche di prospettiva europea.

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Viligiardi chiede infine un impegno alla Regione Toscana.

Mi rendo conto che il problema non abbia una soluzione semplice e a breve termine. Però credo che ci sia bisogno di un impegno da parte della Regione Toscana in due direzioni: una immediata per trovare una mitigazione ad una condizione insostenibile per chi vive e lavora a San Giovanni Valdarno; l’altra di avviare immediatamente una riflessione sulla pianificazione impiantistica regionale che preveda la definitiva chiusura del sito di Podere Rota e il suo avvio a bonifica e ripristino ambientale.

Spero che terrai conto di queste mie riflessioni dettate dalla situazione insostenibile che stiamo vivendo e magari per questo poco lucide, naturalmente disponibile a affrontare la tematica in un incontro che possa esplicitarle meglio.

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