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Anche ad Arezzo i manifesti per celebrare il Coming-out Day: “uscire dall’invisibilità è la prima conquista”

Una campagna affissioni di tremila manifesti in 28 città italiane e dei video con i racconti del giorno del proprio coming out: questa la campagna promossa dalla Rete Giovani di Arcigay in occasione del Coming out Day (11 ottobre) la dal...

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Una campagna affissioni di tremila manifesti in 28 città italiane e dei video con i racconti del giorno del proprio coming out: questa la campagna promossa dalla Rete Giovani di Arcigay in occasione del Coming out Day (11 ottobre) la dal titolo #HoQualcosaDaDirvi.

Il coming out è quel momento nella vita delle persone gay, lesbiche, bisessuali e trans in cui rivelano - agli amici, alla famiglia, nell'ambiente scolastico o di lavoro - il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere, letteralmente significa "uscire dal nascondiglio". Con la ricorrenza internazionale del Coming Out Day si vuole incoraggiare le persone lgbti ad uscire allo scoperto e a vivere la propria vita apertamente con coscienza e consapevolezza.

Nella campagna, oltre ai manifesti, una ventina di volontari e volontarie di Arcigay Torino si sono messi in gioco per la realizzazione di brevi video in cui parlano del proprio coming out. I video sono visibili sul canale Youtube raccolti all'interno di una playlist nella pagina https://www.arcigay.it/comingoutday/. "L'invito - spiega Shamar Droghetti, coordinatore della Rete Giovani di Arcigay - è quello a fare altrettanto: chiunque abbia voglia di celebrare il Coming Out Day può girare un video da pubblicare sui social, con l'hashtag #HoQualcosaDaDirvi, per raccontare la propria esperienza, per immaginare come vorrebbe che fosse o addirittura per fare il proprio coming out".

Arcigay Arezzo Chimera Arcobaleno ha affisso circa 100 manifesti nel territorio del capoluogo a sostegno a tutte le persone lgbt che ancora non trovano la forza o il coraggio di fare coming out: "a quelle persone diciamo che la visibilità è la prima conquista e che l'invisibilità è un effetto più o meno consapevole della vergogna che il nostro mondo, in cui l'eterosessualità si dà per scontata, inietta nelle persone che invece eterosessuali non sono. Il coming out è una liberazione e per molti e molte che oggi lo guardano a posteriori, è un ricordo straordinario, una rinascita che vale la pena.

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