Arezzo ha bisogno dell'albergo sanitario Covid, ma il bando continua ad andare deserto

Nell'area vasta Toscana Sud Est la Asl non ha fatto fatica a trovare posti letto disponibili, né a Siena, né a Grosseto. Ma nell'Aretino si ripete quanto accaduto la scorsa primavera

Il bando per Arezzo è aperto da mesi, ma continua ad andare deserto. In tutta la provincia non c'è un solo albergo sanitario, nonostante i casi di contagio da coronavirus abbiano raggiunto il massimo storico sul territorio aretino dall'inizio della pandemia. E una struttura del genere farebbe davvero comodo alle tante famiglie che si trovano recluse in quarantena, con membri contatti di casi tracciati oppure positivi con sintomi lievi o asintomatici. Uno o più alberghi sanitari potrebbero lenire le difficoltà in cui versano tanti aretini che sono costretti a barcamenarsi in condizioni di grande disagio, perché magari lo stesso tetto è condiviso da persone positive e negative, che non hanno disposizione più camere da letto, bagni separati, etc.

Peraltro le Asl, da tempo, si stanno muovendo su input della Regione per cercare di reperire un numero di stanze sufficiente per fronteggiare queste problematiche. Quella Sud Est ci sta peraltro riuscendo con facilità in provincia di Grosseto e Siena: al momento sono attivi tre alberghi sanitari nell'area vasta: 2 nel Senese e 1 in Maremma. Nei dintorni della città del Palio ci sono disposizione 21 posti letto, mentre a Principina a Mare (Grosseto) ce ne sono 37. Altre strutture saranno attive a breve, una molto grande a Poggibonsi (Siena) con ben 52 camere. Un'altra ancora a Chianciano Terme (Siena) e infine una ulteriore a Marina di Grosseto.

Si ripete il film già visto a primavera, quando l'albergo sanitario ad Arezzo - visto con immotivato sospetto dai residenti - fu trovato soltanto dopo una serie lunghissima di dietrofront: saltò l'ipotesi del Planet di Rigutino prima e quella dei Gelsi poi. Alla fine si trovò una soluzione con lo Sport College, vicino allo stadio. Al momento la Asl si sta muovendo non solo con i bandi, ma anche attraverso trattative private per accelerare i tempi, ma delle ipotesi messe in campo (almeno una decina in tutta la provincia con strutture di una certa dimensione) nessuna è andata finora in porto. A volte per limiti oggettivi (es. chi ha la moquette in camera non può ospitare l'albergo sanitario per motivi legati alla sanificazione), altre per pregiudizi sul tipo di attività. La Prefettura di Arezzo avrebbe anche la possibilità di requisire una struttura, ma certo non sarebbe una gran figura per il territorio.

Cos'è l'albergo sanitario, chi vi accede e comune funziona

Di seguito riportiamo le informazioni sugli alberghi sanitari forniti dalla Regione Toscana.

Hanno accesso all’ospitalità e ai servizi degli alberghi sanitari persone con positività accertata per Covid-19; asintomatici o pauci sintomatici in condizione clinica compatibile con la permanenza a domicilio e con requisiti socio abitativi non idonei al mantenimento in sicurezza del necessario isolamento. Vi possono accedere in orario diurno e notturno.

La presa in carico e la valutazione degli esiti del monitoraggio diurno delle condizioni cliniche della persona sono affidate al medico e al pediatra di famiglia, con possibilità di attivazione delle usca stabili (con il nuovo modello organizzativo), quando la struttura è inserita nell’ambito territoriale di competenza. Negli altri casi (struttura non inserita nell’ambito territoriale di competenza o persona senza medico o pediatra di famiglia) la persona sarà in carico all’usca di riferimento.

È garantito il monitoraggio infermieristico (condizioni generali, temperatura, saturazione, sintomatologia) diurno, e almeno giornaliero, dei casi.

È garantito il monitoraggio medico telefonico giornaliero, che è affidato al medico e al pediatra di famiglia, che può avvalersi dell’attivazione dell’Usca di riferimento per proiezioni all’interno della struttura.

Eventuale necessità di raccordo sanitario notturno sarà garantita tramite i consueti contatti con la Continuità assistenziale, dotata appositamente di saturimetri. In caso di urgenza i percorsi sono quelli garantiti dalla struttura del 118.

La gestione logistica della struttura, in caso di necessità, può prevedere il supporto della Protezione civile.

E’ previsto un servizio di sanificazione, con personale appositamente dedicato in gestione diretta e/o esternalizzata, che attui procedure di igiene ambientale idonee.

Visto il contesto di isolamento a cui sono sottoposte le persone ospitate in albergo, sono previste modalità di supporto per consentire alla persona l’acquisizione di farmaci, previsti da relativa prescrizione medica. Qualora necessario, con il supporto della Protezione civile, eventuali presidi/farmaci vengono consegnati attraverso gli stessi sistemi della normale quarantena domiciliare.

Non sono permesse visite esterne. Il personale alberghiero di supporto dovrà provvedere ad individuare modalità di consegna di effetti personali da parte dei familiari della persona.

L’occupazione degli spazi comuni da parte delle persone ospitate non è permessa.

I servizi garantiti:

  • alberghiero. Nel momento della pulizia della stanza il paziente potrà uscire dal locale mantenendo le precauzioni previste nei confronti del personale e di eventuali altri ospiti;
  • lavanderia. Il servizio di lavanderia dovrà essere atto a garantire adeguate norme igieniche previste per il contesto pandemico;
  • ristorazione. Il servizio dovrà prevedere la consegna del pasto in camera con materiale monouso;
  • sorveglianza ambientale;
  • monitoraggio sanitario;
  • supporto tecnologico specifico;
  • defibrillatore blsd;
  • dpi secondo normativa vigente per le persone ed il personale di servizio e personale sanitario;
  • comfort per le persone (es. connessione wifi, televisione);
  • saturimetri e termometri a disposizione del personale sanitario;
  • kit di dotazione individuale (termometri);
  • se disponibili, dispositivi indossabili (wearable) di supporto al monitoraggio sanitario;
  • se disponibile, dispositivi videoterminale che permettano televalutazioni;

potrà inoltre essere attivato, previa indicazione del medico/pediatra di famiglia e dell’Usca:

  • supporto telefonico per educazione sanitaria
  • supporto telefonico per automonitoraggio dei sintomi
  • televalutazione della persona per monitoraggio dei sintomi
  • verifica attivazione percorso per accertamento dello stato di positività per Covid-19 /tamponi al fine di individuare tempestivamente la possibilità rientro a domicilio.

Il requisito per il rientro a domicilio è l’accertata negatività a Covid-19. La gestione operativa dei posti letto è a carico delle articolazioni zonali, che si organizzano per la parte di monitoraggio sanitario con medico/pediatra di famiglia, usca, centrale di continuità assistenziale, acot di riferimento, e i servizi infermieristici territoriali.

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