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Agorà, Podere Modello e Villa Mimose a rischio chiusura? Le preoccupazioni

Ospitano in tutto 68 disabili intellettivi nella fascia di età che va dai 18 ai 65 anni, molti sono i giovani. La prima si trova nel comune di Castiglion Fiorentino ed è salita alla ribalta della cronaca quando una decina di operatrici hanno...

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Ospitano in tutto 68 disabili intellettivi nella fascia di età che va dai 18 ai 65 anni, molti sono i giovani. La prima si trova nel comune di Castiglion Fiorentino ed è salita alla ribalta della cronaca quando una decina di operatrici hanno deciso di dimettersi a causa del mancato pagamento degli stipendi ed in seguito a mesi e mesi di agonia, di annunci e di rinvii. L'altra struttura si trova nel comune di Cortona. Entrambe stanno soffrendo particolarmente questa situazione tanto che sono aumentate le preoccupazioni per una possibile chiusura, come informa una lettera pervenuta in redazione. Le dimissioni stanno infatti maturando dopo i periodi di preavviso e quindi iniziano a venire meno alcuni operatori che al momento non sembrano essere stati sostituiti.

Queste strutture sono materialmente di proprietà di Agorà che ha l'autorizzazione al funzionamento fino al 31 maggio e che avrebbe bisogno di un rinnovo.

Nella giornata di giovedì 19 aprile scorso si è tenuta una riunione nella struttura cortonese con i vertici della cooperativa alla quale ha preso parte lo stesso Roberto Vasai che aveva annunciato le dimissioni.

Si legge nella lettera:

Anche in questa riunione è stato sottolineato come il chiasso mediatico di queste settimane metta in difficoltà la cooperativa che con molta probabilità, hanno dichiarato i dirigenti, chiuderà Villa Mimose insieme a Podere Modello. Ovviamente la cooperativa cercherà altre strade ma al momento questa pare la soluzione più probabile. Certo, in questa maniera è facile impaurire gli operatori, e scaricare le responsabilità sui sindaci che hanno richiamato la cooperativa ad operare semplicemente rispettando le regole.

L'ipotetica, per adesso, chiusura delle due strutture prevederebbe di rinviare alle Asl di competenza i ragazzi adesso ospiti interrompendo di fatto i loro percorsi per la vita indipendente, di autonomia e di inclusione sociale.

Ai lavoratori sarebbe stato invece proposto anche di firmare una lettere in difesa della cooperativa, manifestando la volontà di restare con il pagamento degli arretrati. Una proposta giudicata contraria "al rispetto di ogni lavoratore, di l'etica ed ai valori di riferimento."

Della vicenda sono ben informati i due sindaci interessati. Francesca Bananieri e Mario Agnelli si stanno interessando delle possibili soluzioni che non danneggino gli utenti e i lavoratori, garantendo quindi un servizio di qualità e allo stesso tempo dignità del posto di lavoro.

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