Domenica, 25 Luglio 2021
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Affitti a canone concordato: accordi per i contratti siglati in tutti i comuni della provincia di Arezzo

    Maggiori certezze per chi prende e chi dà in affitto un alloggio. Sulla base di un dcereto ministeriale del gennaio 2017, le associazioni dei proprietari e quelli degli inquilini hanno sottoscritto 36 accordi in altrettanti comuni della...

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Maggiori certezze per chi prende e chi dà in affitto un alloggio. Sulla base di un dcereto ministeriale del gennaio 2017, le associazioni dei proprietari e quelli degli inquilini hanno sottoscritto 36 accordi in altrettanti comuni della provincia di Arezzo. Sono stati firnati il 26 marzo e adesso sono operativi i contratti di locazione ad uso abitativo a canone concordato.

Da una parte del tavolo i proprietari rappresentati da Uppi, Confabitare, Appc, Confedilizia, Confedilizia Cortona e dall'altra le e organizzazioni degli inquilini Sicet, Sunia e Uniat.

"Il contratto di locazione ad uso abitativo a canone concordato, altrimenti detto contratto di locazione agevolato o a canone calmierato - ricorda Fabio Buricchi, Segretario del Sunia Cgil - trova la sua disciplina nella Legge numero 431 del 1998 e rappresenta un'alternativa ai contratti a canone libero. Sulla base di criteri nazionali esplicitati nel decreto del 16 gennaio 2017 sono stati definiti gli accordi territoriali con i parametri fissati a seguito della suddivisione del territorio di ciascun comune in zone omogenee e per ogni area avente caratteristiche simili per valori di mercato, dotazioni infrastrutturali e tipologie edilizie è stato individuato un valore minimo e un valore massimo del canone per metro quadrato".

I contratti hanno una durata minima triennale prorogabile per ulteriori due anni e permettono di fruire di particolari agevolazioni fiscali per entrambi i contraenti a condizione che vengano osservati i criteri fissati nell'accordo territoriale di riferimento. Quale forma di tutela, è previsto il rilascio, da parte di una delle associazioni firmatarie dell'accordo territoriale, di un'attestazione del rispetto dei contenuti economici e normativi del contratto a quanto previsto dall'accordo territoriale vigente per il comune di riferimento. L'attestazione potrà essere utile per ottenere eventuali ulteriori benefici previsti dai singoli comuni che potrebbero riguardate l'IMU.

"Gli accordi territoriali - conclude Stefania Teoni della Segreteria Sunia - individuano anche particolari esigenze sia del locatore che del conduttore, da indicare e documentare nel contratto stesso, in presenza delle quali è consentito stipulare contratti di locazione di natura transitoria, aventi cioè una durata inferiore a quella prevista dalla legge (quattro più quattro o tre più due) e non superiore ai diciotto mesi. Il SUNIA, tra i servizi in favore dei propri associati ha anche quello di assistenza alla stipula dei contratti di locazione, adempimenti presso l'agenzia delle entrate relativi alla registrazione e risoluzione dei contratti stessi".

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