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Ad Auschwitz risuona il nome del piccolo Renzo, trucidato a 5 anni. I nomi dei ragazzi aretini in visita

50 studenti e sette insegnanti dal Convitto Nazionale, Buonarroti Fossombroni, Redi, Città di Piero Sansepolcro, Isis Valdarno sul Treno della Memoria

Renzo Calò era un bel bambino dai riccioli scuri. Aveva cinque anni quando fu trucidato ad Auschwitz. Non può e non deve essere dimenticato. Ci hanno pensato i ragazzi del Treno della Memoria a ridarle la dignità che merita stamani a Birkenau, ricordandola nel corso della toccante cerimonia legata al progetto Un nome, una storia, una memoria proposto dal Museo della Deportazione e Resistenza, nel contesto dell’iniziativa della Regione che ha portato in questi giorni ad Auschwitz circa 50 studenti e sette insegnanti provenienti da un gruppo di istituti superiori del territorio di Arezzo (Convitto Nazionale, Buonarroti Fossombroni, Redi, Città di Piero Sansepolcro, Isis Valdarno).

In tutto sono oltre 550 gli studenti (tra questi sessanta universitari) e circa sessanta i docenti, provenienti da tutta la Toscana, che prendono parte all’edizione 2019 del Treno della Memoria promosso dalla Regione, sotto l’Alto patronato del presidente della Repubblica, a cui partecipa anche la vicepresidente Monica Barni. La fase preparatoria e organizzativa del Treno è affidata al Museo della deportazione.

La storia - La storia di Carolina Lombroso e dei suoi bambini - Elena, di 7 anni, Renzo di 5 e Alberto di neppure uno - è una delle più strazianti e meglio documentate della deportazione razziale toscana. Il piccolo Renzo è figlio di Eugenio Calò, vicecomandante della divisione garibaldina Pio Porri e protagonista della Resistenza nel Casentino (verrà trucidato dai tedeschi a San Polo). La famiglia Calò nella primavera del ‘44 si trasferisce da Arezzo a Cascia, vicino a Reggello. In marzo il maresciallo dei carabinieri avverte Carolina che è arrivato un ordine di cattura per tutti. La donna non ha la forza di scappare, pensa che non avranno il coraggio di fare nulla ai bambini e a lei, che è incinta del quarto figlio. Non è così. Vengono prima portati al campo di concentramento di Bagno a Ripoli e poi trasferiti a Fossoli. Il 16 maggio 1944 vengono rinchiusi su un vagone piombato, dove Carolina partorirà il suo quarto figlio. Dopo sette micidiali giorni di viaggio, all’arrivo ad Auschwitz, la mamma e i piccoli non avranno scampo. Vengono selezionati immediatamente per le camere a gas.

Il commento degli studenti - Alcuni studenti dell’ISIS Valdarno partecipano al Treno della Memoria 2019, accompagnati dai professori Andrea Cantini e Mariacristina Viglianisi. Con loro anche il dirigente Lorenzo Pierazzi. È toccato a uno dei ragazzi rinnovare, con tanta emozione, la memoria del piccolo Renzo, pronunciando il suo nome a Birkenau durante la cerimonia che ha concluso la visita al campo di sterminio. “Non ci sono pensieri giusti o sbagliati, quello che rimane è l’orrore, la paura e il dolore - affermano i ragazzi - La Shoah, i campi e le persone che hanno vissuto quegli anni di sofferenza, non devono essere dimenticati e neanche gettati nel cestino dell’indifferenza. Quest’esperienza ci ha insegnato a non essere indifferenti, anche nei confronti dei razzismi di oggi!”

“Tutto ciò non puoi studiarlo, non puoi solo leggerlo, lo devi vivere - proseguono i ragazzi - devi sapere ciò che è successo, solo allora la tua mente può capire le atrocità commesse. L’indifferenza e il cinismo hanno permesso lo sterminio di milioni di persone; questi sono i veri nemici da combattere e abbattere per far sì che non accada più”.

Il progetto Un nome, una storia, una memoria - Il progetto Un nome, una storia, una memoria costituisce una opportunità che viene offerta ai ragazzi per stabilire un rapporto più diretto e personale con la storia. “Prima di partire abbiamo consegnato ad ogni studente e studentessa il nome di una persona deportata ad Auschwitz da custodire e portare con sé in viaggio per poi pronunciarlo a voce alta davanti ad un microfono il 21 gennaio, al termine della visita guidata e prima della cerimonia davanti al memoriale di Auschwitz-Birkenau - spiegano Aurora Castellani e Camilla Brunelli, presidente e direttore della Fondazione Museo della deportazione che ha sede a Prato - Ogni storia individuale, dalla persecuzione alla deportazione e nella maggior parte dei casi fino alla morte, comprende già ogni aspetto della tragica storia dello sterminio nazista”.

I nomi degli studenti

Scuole, insegnanti e studenti - Ecco l’elenco delle scuole superiori, degli insegnanti e degli studenti del territorio di Arezzo che in questi giorni prendono parte al Treno della memoria.

Convitto Nazionale Arezzo - Docente Paolo Testi. Studenti: Martina Giulia Puccica, Martina Scorpioni, Angela Tigli, Costanza Noferi, Giovanni Grazzini, Gemma Goretti, Silvia Maggi, Iana Krankina.

Liceo Città di Piero Sansepolcro - Docente Patrizia Fabbroni. Studenti: Giulio Falaschi, Lucia Bettoni, Silvia Senesi, Qendresa Mustafa, Sara Livi, Marco Tanzi, Giulia Bianchini, Margherita Magnani.

ISIS Valdarno San Giovanni Valdarno - Docenti Lorenzo Pierazzi e Maria Cristina Viglianisi. Studenti: Filippo Buset, LorenzoVolpi, Linda Ortichi, Arianna Filvi, Tomas Nasser Borgogni, Gabriele Trivigno, Maria Elena Ciari, Francesco Saverio Rusconi.

ISIS Valdarno San Giovanni - Docente Andrea Cantini. Studenti: Aurora Moci, Chiara Biondi, Daniela Gjomemo, Lucia Mileto, Michael Piras, Lorenzo Del Vecchio, Andrea Noferi, Sauro Ciapetti.

ISIS Buonarroti Fossombroni Arezzo - Docente Luisa Battilana. Studenti: Irene Borgognoni, Lucia Braconi, Lorenzo Fuochi, Enrico Gori, Andrea Meoni, Michele Picchi, Daniele Tellini, Tommaso Vitellozzi.

Liceo scientifico-linguistico Redi Arezzo - Docente Federica Grassini. Studenti: Michele Cagnini, Elia Fabbri, Filippo Roggi, Vincenzo Solimeno, Francesca Ciabattini, Bianca Vongher, Ylenia Galeota, Ginevra Sorrentino.

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