Venerdì, 24 Settembre 2021
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Acquedotto vasariano: lavori ultimati entro settembre. Ghinelli: "Sì a percorso turistico ma tolleranza zero verso vandali"

Il cantiere è stato allestito la scorsa primavera e oggi ben 33? dei 54 archi sono stati restaurati completamente. Ancora qualche settimana di attesa e poi, l'acquedotto vasariano sarà ultimato definitivamente. Attualmente il primo lotto, quello...

Il cantiere è stato allestito la scorsa primavera e oggi ben 33? dei 54 archi sono stati restaurati completamente. Ancora qualche settimana di attesa e poi, l'acquedotto vasariano sarà ultimato definitivamente.

Attualmente il primo lotto, quello che dalla collina di San Fabiano arriva quasi all'incrocio con via Tarlati è stato ultimato. Nei mesi passati Soprintendenza, Comune di Arezzo e Fraternita dei Laici, proprietaria della storica opera idraulica, hanno scelto il colore di copertura degli archi vasariano. E' stato individuato il giallo antico, quello che probabilmente rivestiva la struttura in origine.

"Il colore scelto ricorda la memoria che avevamo dell'acquedotto - ha sottolineato il primo cittadino di Arezzo, Alessandro Ghinelli - Lasciarlo a intonaco, come sarebbe stato filologicamente corretto, avrebbe però comportato una mortificazione per questa opera di ingegneria idraulica del '600. Torna quindi a splendore questa infrastruttura di cui il territorio si riappropria. Il bello è di nuovo il protagonista".

"Nel corso dei lavori -ha spiegato il progettista Fabrizio Disangro - è stato prima rimosso l'intonaco precedente, è seguita poi una nuova copertura, sempre d'intonaco, infine si è passati alla colorazione degli archi. È stata già restaurata anche la prima parte interna, quella della conduttura idraulica che porta l'acqua alla fontana di piazza Grande. Il cantiere, a questo punto, è arrivato a metà: infatti, in totale, sono 54 le arcate. Abbiamo in progetto di realizzare anche un percorso vasariano per fare delle passeggiate lungo l'itinerario dell'acquedotto. I lavori termineranno entro tre mesi"

"Nel tratto rimasto da restaurare - ha spiegato Pier Luigi Rossi - stiamo individuando fratture murarie causate dall'abbattimento di tre arcate attuato dai tedeschi nella loro ritirata, durante la seconda guerra mondiale, per impedire l'approvvigionamento idrico della città. L'acquedotto fu subito ripristinato dopo la liberazione del 16 luglio, attraverso delle condutture provvisorie che facevano defluire l'acqua fino al centro di Arezzo".

Le opere di riqualificazione, salvo imprevisti e rallentamenti, si dovrebbero concludere a settembre. In cantiere, oltre al recupero della struttura anche un percorso turistico-culturale che consenta ai visitatori di passeggiare all'ombra della maestosa opera.

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