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"Mai più le atrocità del nazismo", Meleto ricorda le sue vittime

La presenza più importante e simbolica è stata senza dubbio quella del console tedesco Peter Von Wesendonk

Come ogni anno, il 4 luglio Cavriglia si è fermata per omaggiare le proprie vittime civili, uccise negli eccidi nazifascisti che colpirono Castelnuovo dei Sabbioni, Meleto Valdarno, San Martino, Massa Sabbioni e Le Matole tra il 4 e l'11 luglio 1944 quando vennero uccisi 192 innocenti.

La cerimonia si è svolta questa mattina a Meleto Valdarno ed ha visto la presenza, oltre che del dindaco Leonardo Degl'Innocenti o Sanni e della giunta cittadina  anche del console della repubblica federale di Germania Peter Von Wesendonk, del presidente del consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani, della presidente della Provincia di Arezzo Silvia Chiassai, e dei rappresentanti dei del valdarno aretino e fiorentino e degli altri comuni della provincia.

Dopo la cerimonia religiosa, presieduta dal monsignor Mario Meini vescovo di Fiesole, ad aprire i discorsi civili sono state le parole del sSindaco Leonardo degl'Innocenti o Sanni.

“Poco meno di due mesi fa, abbiamo svolto una manifestazione pacifica contro l'apertura in Valdarno di una sede di Forza Nuova, un partito che si ispira chiaramente ad un'ideologia neofascista. In quella occasione ho riletto ad alta voce tutti i nomi dei nostri 192 morti, che rappresentano la nostra storia recente ed i nostri ideali, appunto mai da dimenticare e mai da considerare come scontati, e ruolo importante lo hanno le nuove generazioni destinate a tramandare la memoria in futuro ai propri figli.

Proprio la Memoria è oggetto da quest'anno di una delega ad un assessore, Filippo Boni, perchè sulla libertà e gli ideali che si sono contrapposti agli autori di quegli eccidi abbiamo basato il futuro nel dopoguerra ed il presente adesso.”

Eugenio Giani, presidente del consiglio regionale della Toscana, ha poi ribadito gli ideali della nostra terra: “Il Pegaso, emblema della Toscana, fu scelto quarantanove anni fa, quando nacquero le regioni, proprio riprendendo il medesimo simbolo di libertà, il cavallo alato che volava verso il Sole, voluto dal Comitato Toscano di Liberazione Nazionale nel 1943, che nell'avanzata dell'anno successivo purtroppo trovò ovunque tragedie come quelle di Cavriglia. Il nostro spirito non è mai mutato, e in egual misura mai dovrà diminuire la forza del ricordo delle migliaia di vittime civili innocenti provocate dalla barbarie nazifascista.”

La presenza più importante e simbolica è stata senza dubbio quella del console tedesco Peter Von Wesendonk “Il mio primo pensiero, a distanza di così tanti anni, va ai familiari delle vittime grazie ai quali abbiamo la testimonianza di quanto avvenuto. Purtroppo miei connazionali non hanno avuto remora ad annientare il valore della vita in tantissimi innocenti, ma come nazione fortunatamente dopo quegli anni orrendi abbiamo potuto creare una Costituzione in grado di evitare il ripetersi di tragedie simili in futuro. La fiducia reciproca tra i popoli rende comune la cultura della commemorazione, ed è per questo, non dimenticando il passato, che adesso abbiamo obiettivi comuni come continente e viviamo in pace da 75 anni.”

Grande successo anche ieri sera per l'incontro dibattito “Le stragi naziste tra processi ed impunità” con Marco De Paolis, procuratore generale militare presso la Corte di Appello di Roma.

Durante l'incontro De Paolis ha delineato la vicenda processuale degli eccidi nazisti e sono emersi particolari sugli oltre 150 interrogatori da lui svolti negli anni verso responsabili di stragi nel territorio italiano: "Tolte alcune singole eccezioni, mi sono trovato di fronte persone che non sembravano provare alcun rimorso o rimpianto per le atrocità compiute sessanta o settanta anni prima. A distanza di così tanto tempo, e vicini alla fine terrena vista l'età degli interrogati, li ho sentiti quasi sempre esprimere il concetto che quelli erano atti di guerra e non crimini per loro.”

Il suo lavoro ha riguardato anche gli eccidi che hanno coinvolto Cavriglia, senza però trovare vivo alcun responsabile ”Il materiale che riguarda gli eccidi delle frazioni di Cavriglia è contenuto in un fascicolo molto ampio, del processo Schmalz ma purtroppo ad un certo punto è stato impossibile andare avanti in quanto chi era sul posto il 4 luglio del 1944 non era più in vita.” 

Al termine dell'incontro, Marco De Paolis ha ricevuto dal sindaco Leonardo Degl'Innocenti o Sanni e dalla giunta le chiavi della città di Cavriglia, come omaggio al suo lavoro di così tanti anni nella ricerca di responsabili fino ad allora impuniti verso realtà che in gran parte d'Italia, con Castelnuovo dei Sabbioni, Meleto Valdarno, San Martino, Massa Sabbioni e Le Matole hanno condiviso purtroppo quel tragico periodo, affinchè arrivasse a tutti la verità e fosse fatta giustizia.

Il valore della memoria per Cavriglia resta immutabile nel tempo, come i valori della resistenza che non vedranno mai diminuire il proprio valore.

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